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Basket, Renzi: "La Final Eight? Entro 10 giorni tutte le risposte"
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- Valentino Renzi, presidente di Legabasket, che campionato vede leggendone la classifica al termine dell'andata?
"Un torneo con tante e pure straordinarie novità se lo confrontiamo al passato. E' equilibrato, sia nella parte alta della classifica che in quella bassa. E non credo che il trend cambierà nei prossimi mesi".
- Alla Final Eight di Coppa Italia troveremo Reggio Emilia e Brindisi. Nei sei precedenti, mai più di una neopromossa si era meritato il pass.
"Reggio e Brindisi sono due società di tradizione e ben strutturate. E' il giusto premio alla qualità e continuità di lavoro, nel desiderio di competere al massimo livello".
- Per loro che entrano ci sono protagoniste storiche della Coppa, come Bologna, Pesaro ed Avellino, che escono. Il bicchiere è anche mezzo vuoto?
"Per anni ci si è lamentati del fatto che alla Final Eight partecipavano sempre le stesse. Il ricambio è segnale di vitalità, è stato il campo a dare questo risultato".
- C'è un giocatore, italiano, che le sta piacendo più degli altri?
"Più che uno ne vedo parecchi, se è vero che da sei anni non accadeva che per ben 25 volte italiani fossero stati capace di segnare 20 o più punti. Questo a ribattere la polemica sul loro utilizzo. S'era detto che con la normativa in vigore sarebbe sceso, invece i numeri sono in leggera crescita rispetto alla scorsa stagione, passando dal 28% dei minuti complessivi ad una 28.6% attuale. E per meriti, nessun allenatore regala spazio".
- A proposito: il premio per l'utilizzo degli italiani è ormai voce entrata nei budget. Un'opportunità da cogliere, che però forza anche sulle scelte degli allenatori, oppure una realtà dettata dalla crisi?
"Da quando quel premio è stato istituito è sempre stato un obiettivo di certe società, con la differenza che non lo dichiaravamo ai giornali. E' un incentivo, si può decidere di inseguirlo o meno. Ed in un contesto generale di bilancio non lo trovo scandaloso, soprattutto se un club ha qualità negli italiani e ne può godere anche per un ritorno economico. Ribadisco quanto dico da tempo: ormai l'aspetto sportivo è secondario, rispetto ad avere i conti in ordine".
- Il controllo finanziario non è compito della Lega, ma avrà il termometro sullo stato di salute di società in difficoltà, ad iniziare da Caserta.
"La Legge 91 affida il controllo alla Fip, attraverso la Comtec. L'analisi deve sempre essere a tutto raggio ed obiettiva: il basket, nei secoli, ha prodotto più perdite che ricavi. Ripianate da mecenati, proprietari, sponsor, appassionati. Oggi le criticità dell'economia riguardano il Paese e non possono non toccare lo sport. Ed io vado controcorrente: in questo contesto lo sport, non producendo ricavi, dovrebbe essere travolto dalla crisi. Invece resta a galla, grazie a dirigenti in gamba, i loro partner e, in alcuni casi, ancora qualche mecenate".
- Final Eight tra meno di un mese a Milano: il tabellone crea ora qualche criticità al calendario, con le tre rivali lombardi tutte in campo il giovedì. Come vi muovete?
"Come tutti gli anni, incontrando le Forze delle Pubblica Sicurezza preposte al controllo degli accessi. Non regoliamo noi l'ordine pubblico. Ma credo che l'afflusso all'impianto di Assago, coi i suoi oltre diecimila posti e spazi ampi, possa essere organizzato senza alcuna criticità".
- Ma è lo stesso impianto per il quale, due settimane fa, il Prefetto di Milano ha vietato l'accesso ai residenti in provincia di Como. Provvedimento tardivo, a ridosso della gara. E per la Final Eight i biglietti sono in vendita da dicembre.
"Non spetta a me, ma confido che tutte le decisioni a riguardo vengano prese nel giro di una settimana, massimo dieci giorni".
- La materia è complessa: i divieti di solito colpiscono le tifoserie viaggianti. Quindi i milanesi non rischiano nulla. Però è altrettanto vero che la sede della Final Eight è neutra, decisa un anno prima, quando le partecipanti non sono note.
"L'evento è in campo neutro. Che c'è Milano lo sappiamo da ieri sera. I provvedimenti del Prefetto vanno rispettati, ma noi intendiamo far valere dati oggettivi, e positivi, del basket. Ieri i tifosi pesaresi non sono potuti andare ad Avellino: vuol dire che non potevano essere controllati i venti che avrebbero viaggiato a tifare per la loro squadra? Sembra che il basket abbia problematiche di sicurezza, ma non corrisponde alla realtà dei fatti. Le tifoserie organizzate, e numerose, si contano sulle dita di una mano. C'è tempo per studiarne il controllo. L'Osservatorio si relaziona con la Federazione, mi attendo che Petrucci sia sensibile a questa problematica, che è gestibile, per la piena riuscita dell'evento. Nell'interesse di tutti".
- Il calendario ha un sua logica, pur se resta più duro per chi gioca i quarti nella seconda giornata. E' realistico che per evitare le tre lombarde nello stesso giorno una delle due partite slitti dal giovedì al venerdì?
"Regolamento alla mano, no. Varese, prima, ha il diritto di scegliere il giorno. Ma non l'orario".
- Ipotizziamo che Varese scelga il giovedì, godendo poi del potenziale giorno di riposo (se vince). E' legittimo pensare che la Lega metta il derby con Milano come seconda partita (alle 20.30, anziché le 18) per favorire l'afflusso di pubblico?
"E' una decisione che abbiamo sempre preso in sintonia col partner televisivo dell'evento (in questo caso La7 e Sportitalia)".
- Lei è esperto di vicende politiche e federali. Sabato c'è stato il ritorno di Gianni Petrucci alla presidenza della Federazione. Quale confronto vede nel passaggio con la gestione uscente di Meneghin?
"Ci tengo a dire che Meneghin si è trovato a gestire problematiche che, a mio giudizio, hanno reso il suo quadriennio il più complesso di sempre. Ed in questo periodo sono stato complessivamente più in sintonia con lui di quanto s'è detto e scritto. Dino è uomo di campo, conosce lo sport, le esigenze dei giocatori. E con lui sono stati siglati accordi che non vanno considerati compromessi".
- E Petrucci, invece?
"Petrucci è uomo di grande mestiere ed esperienza della politica dello sport. Con lui la riforma della Legge 91 ha reali chance di revisione, dopo che se ne parla da dieci anni. Il basket non può stare nella stessa legge fatta per il calcio. Ma la vera problematica sarà quella di capire l'impatto della crisi economica sul movimento, alla luce della ristrutturazione dei campionati già deliberata".
- Ha detto, tra le altre cose, Petrucci: "Vorrei confrontarmi con una Lega forte, che mi faccia paura". La sua com'è?
"Sempre stata unita sulle decisioni importanti, eleggibilità dei giocatori o arbitri. Poi escono polemiche e battutine, ma fa parte del gioco".
- Petrucci è sbiancato alla notizia che, in Consiglio Federale, qualche club abbia eccepito all'obbligo di dare i giocatori alla Nazionale. La stessa per la quale, in passato, dirigenti storici facevano il tifo, citando Porelli ed Allievi.
"E' giusto ricordare chi ha fatto tanto, per la Lega ed il basket. Ma oggi il mondo è cambiato e bisogna calarsi nella nuova realtà. Nessuno vuole andare contro gli interessi della Nazionale. Lo dimostra il fatto che i giocatori italiani del giro azzurro hanno tutti minutaggi importanti e sono minuti veri, perché nessuno va in campo sapendo come andrà a finire".
- Cosa sta appuntando sulla sua agenda, in vista del primo confronto con Petrucci?
"La nuova Convenzione, che è scaduta. Ma non ci sono nodi da sciogliere, solo la necessità di ascoltare e confrontarci. I premi di formazioni? A seconda di chi si ascolta sono troppo alti o troppo bassi... Il nostro obiettivo è creare un sistema che riduca il disagio dei club, agevolandoli nel trovare continuità di esercizio, nella crisi".
- Gli accordi televisivi sono in scadenza, ed avete già iniziato le manovre per il nuovo bando. I punti fondamentali della vostra strategìa?
"Abbiamo già presentato all'Autorità i pacchetti per il prossimo biennio. Ci attendiamo una convocazione per marzo. La situazione economica non è facile, ma non possiamo far altro che muoverci all'interno di questa. I dati, se confrontati col passato, sono buoni passando da medie di audience di 35.000 ad oltre 100.000. E non si dà mai la giusta importanza al ruolo delle emittenti locali, che hanno seguiti importanti sul territorio".
- Vero, ma anche ieri un problema di mancata trasmissione (per i tifosi di Caserta) ed altri di natura tecnica. Ma le notizie che si attendono riguardano le emittenti più solide del (debole) panorama italiano: Rai e Sky in primis.
"Alla Rai lo sport va ormai solo sui canali tematici. Sky è la tv dell'alta qualità, ma i suoi numeri restano limitati rispetto ai nostri obiettivi. Per migliorare l'offerta delle emittenti che acquisiranno i diritti cercheremo di implementare la nostra produzione a sostegno del prodotto globale. E non vorrei che si urlasse allo scandalo se la prima asta andrà deserta: la storia insegna che le emittenti preferiscono trattare in privato".


 


Fonte: (Repubblica.it)

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