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Sono bastati tre mesi a Luiz Felipe Scolari per conquistare il Chelsea, che lo ha ripagato offrendogli una poltrona nel consiglio direttivo del club. Un riconoscimento che neppure a Jose Mourinho era stato mai concesso nonostante i ripetuti successi allo Stamford Bridge.

Il tecnico brasiliano prende il posto di Avram Grant, dimessosi tre giorni dopo la sconfitta nella finale di Champions League lo scorso maggio, al fianco del direttore generale Peter Kenyon, del presidente Bruce Buck, e dell'uomo di fiducia di Roman Abramovich, Eugene Tenenbaum.

Una mossa che sta a significare come Scolari, il cui contratto termina nel 2011, verrà coinvolto sempre più nel mercato dei Blues, intervenendo in prima persona nella composizione della rosa.
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MILANO, 6 ottobre 2008 - Champions, Uefa e campionato. È stata una settimana "piena" per il calcio di casa nostra. Il borsino dei Più e i Meno degli ultimi 7 giorni vede salire Palermo e Siena e crollare Juventus e Roma. Giorni di gloria per Ibrahimovic, Mchedlidze e Milito. Giorni cupi per Mexes e Sissoko. Ballardini se la ride, Ranieri molto meno.
I PIU' - Il Palermo è la squadra della settimana. Vince con merito a Torino con la Juventus. È 4° in classifica. Bene Udinese e Cagliari. I bianconeri friulani perdono in coppa, ma eliminano un cliente scomodo come il Borussia Dortmund, poi con un super Quagliarella stendono il Toro. E sono primi in classifica. I sardi rialzano la testa fermando il Milan e portando a casa il primo punticino del campionato.
Ibrahimovic è il giocatore della settimana. Sprecone quanto volete, in Champions dovrebbe dare di più, però il gol al Bologna è da mille e una notte. E vale tre punti pesanti. Domenica da urlo per Mchedlidze. Il teenager georgiano segna il gol che batte la Juventus. Non ballerà per una sola notte. Milito fa sempre gol. In una settimana due in coppa Italia, che valgono il passaggio del turno del suo Genoa, poi suona la carica e va a bersaglio contro il Napoli. Valore aggiunto per il campionato italiano.
Ballardini è l'allenatore della settimana. Dopo il capolavoro a Cagliari della scorsa stagione sta provando a fare il bis a Palermo. La sua squadra vince giocando bene a Torino. E con lui ha cambiato rotta, rimbalzando verso l'alto. Bravi Giampaolo e Beretta. Il tecnico del Siena firma un'impresa battendo la Roma. Quello del Lecce ferma all'Olimpico la Lazio capolista.
I MENO - Il Napoli ha vissuto una brutta settimana. Ha perso col Benfica ed è stato eliminato in coppa Uefa. Poi in campionato è andato a picco a Genova. La Juventus ha perso in serie A e pareggiato in Champions con il modesto Bate Borisov. Si può e si deve fare di più. La Roma nel finale a Bordeaux sembrava aver invertito la rotta di un inizio stagione da cancellare. A Siena è arrivato un passo indietro. Cominciano a essere tanti.
Mexes finisce dietro la lavagna. Espulsione imperdonabile che è la fotografia della Roma in formato minore di questo periodo. Male pure Sissoko e Scardina. Finiti sotto la doccia in anticipo dopo che è stato sventolato loro sotto il naso un cartellino rosso. Il maliano mette nei guai la Juve con una serie di falli reiterati. L'esterno sinistro del Chievo commette un fallo plateale, pagato a caro prezzo dai gialloblù.
Ranieri tra il Bate e il Palermo lascia tanti punti interrogativi in sospeso. La scelta iniziale degli uomini a Minsk e la sostituzione di Poulsen con Camoranesi contro il Palermo sbilanciano la squadra e vengono poi condannate dai risultati. Mazzarri vede la sua Sampdoria cadere a Bergamo: i 4 punti in classifica sono davvero pochini per i mezzi (e le aspettative) dei blucerchiati. Male pure De Biasi: il suo Torino ha dietro solo quattro squadre. Troppo poche.
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Non è del tutto positiva la notte di Coppa Uefa per le italiane. Passa con il minimo sforzo il Milan, che ritrova Shevchenko e si impone 1-0 a Zurigo (andata 3-1). Passeggia la Samp, che vince in rimonta 2-1 a Kaunas dopo il 5-0 dell'andata (in rete Fornaroli e Bonazzoli). Eliminato invece il Napoli, battuto 2-0 a Lisbona dal Benfica dopo aver avuto un'occasione pazzesca con Zalayeta sullo 0-0 (per i portoghesi gol di Reyes e Di Maria). Agli ottavi anche l'Udinese che ha superato ai rigori il Borussia Dortmund (4-5 il risultato definitivo).

BENFICA-NAPOLI 2-0
Non è riuscito il Napoli a difendere il 3-2 dell'andata, il Benfica è riuscito a passare il turno grazie ad una rete di Reyes ad inizio ripresa (bolide di sinistro che non ha lasciato scampo a Gianello) mentre gli azzurri protestavano per un fallo su Lavezzi a metà campo e un acuto di Nuno Gomes. Resta molto amaro in bocca agli azzurri, che hanno sì sofferto per tutta la partita (traversa portoghese in avvio), ma che in chiusura della prima frazione hanno avuto una palla gol clamorosa per passare in vantaggio: su angolo di Gargano, Cannavaro di testa ha centrato il palo, sulla ribattutta Zalayeta tutto solo ha spedito a lato dall'altezza del dischetto. Nella ripresa poi il crollo azzurro: dopo il gol di Reyes, il Napoli non è riuscito a organizzare la benché minima reazione. Curiosi anche i cambi effettuati da Reja, che ha tolto le stelle Hamsik e Lavezzi per far entrare Russotto e Denis. Risultati zero, anzi due negativi: primo, il Pocho non ha gradito affatto la sostituzione battibeccando con il tecnico al momento di lasciare il terreno di gioco; secondo, nel finale è arrivato anche il raddoppio - di testa - dell'ex attaccante viola Nuno Gomes. L'avventura europea azzurra - iniziata a luglio in Intertoto - si conclude così al primo turno di Uefa in Portogallo.

ZURIGO - MILAN 0-1
Il Milan accede agli ottavi della Coppa Uefa, ma quanta fatica! I rossoneri battono in trasferta lo Zurigo per 1-0 grazie a un gol di Shevchenko, al termine di una partita sofferta che ha visto i padroni di casa spesso in avanti. Tante anche le occasioni da gol non concretizzate dal Milan, che ha schierato dal primo minuto la coppia Sheva-Ronaldinho. Il gol-partita, arrivato al 25', è nato proprio dalla collaborazione dei due, con l'assist del brasiliano e il colpo vincente dell'ucraino che, anche in virtù del 3-1 dell'andata, consente ai rossoneri di superare il turno.

UDINESE - BORUSSIA DORTMUND 4-5 L'Udinese accede agli ottavi di Coppa Uefa, ma solo dopo essere passata per la lotteria dei rigori. I friulani venivano dal 2-0 dell'andata, ma il vantaggio è stato annullato dalla doppietta di Hajnal che ha segnato a fine primo tempo e si è poi replicato in pieno recupero. La gara è così passata ai supplementari, dove l'Udinese ha avuto diverse occasioni per segnare. Niente da fare però, e invevitabili i calci di rigore. Handanovic si è superato, bloccando prima il tiro di Hajnal e poi quello dell'impronunciabile Blaszczykowski. Poi Lukovic non ha sbagliato il rigore decisivo, per il 4-5 defintivo che regala il passaggio del turno ai bianconeri.

KAUNAS - SAMPDORIA 1-2
La Samp ha già fatto il proprio dovere, andando a vincere in casa del Kaunas 2-1 dopo il 5-0 dell'andata. Missione compiuta, quindi, per i blucerchiati, che hanno replicato al gol di Zelmikas con le reti di Fornaroli e Bonazzoli.
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Tre pareggi per le italiane; e neppure di profilo straordinario considerando i rischi subiti dalla Juventus, la fatica espressa dalla Fiorentina e un'Inter capace di dominare ma di raccogliere pochissimo. La Roma ha vinto con merito, sfruttando a proprio vantaggio, per una volta, un arbitraggio allucinante (ma che poteva anche danneggiarla considerando quello che il signor Mallenco stava fischiando) ma giocando in modo davvero convinto solo un terzo della partita e dormendo per quasi tutto il primo tempo.
Rimpianti? Sì, ma anche qualche spunto di riflessione che cerchiamo di analizzare tra i nostri top e flop.

Top

Aguero - Che giocatore... il suo gol è un tocco delizioso che spicca in una partita di grandissima intensità che esprime anche un palo e almeno sei-sette giocate da applausi. L'Atletico è una delle squadre che ci sta divertendo di più: nota di merito per il supertacco di Raul Garcia... che gol sarebbe stato!

Julio Baptista - Sta rientrando prepotentemente dalle conseguenze di un infortunio molto fastidioso, per un giocatore muscolare come lui, e giustificando il consistente investimento della società. Non è certo un caso che sia proprio il suo carattere a risvegliare una squadra parecchio intorpidita nel corso del primo tempo

Liverpool - Punteggio pieno e cinque gol in due partite: proprio come l'Atletico che visiterà al prossimo turno. Con Gerrard, tre gol come Aguero, capocannoniere. Impressionante il modo in cui i Reds sgretolano il centrocampo avversario

Arsenal - Reduce da una brutta sconfitta con l'Hull City era chiamato a una reazione: che si esprime in un 4-0 che risulta stretto a giudicare dalla mole di gioco e di palle gol costruite da Adebayor e Van Persie. Da rivedere però l'avvio blandissimo che consente al Porto di creare qualche rischio.

Van Nistelrooy - Aveva appena festeggiato il suo sessantesimo gol con il Real, a San Pietroburgo contro una squadra bruscamente ridimensionata: dimostra continuità con un altro gol e una prestazione di consistenza. E la Juve ringrazia

Anortosis Famagosta - Magari non durerà, ma ci piace sottolineare la feroce determinazione di questa squadra nel volersi mettere in luce. Non giocano un calcio brillante e sono zeppi di veterani e mestieranti. Qualcuno ricorda Savio? Ha 34 anni, e giocava nel Real... Ma a livello di ritmo e agonismo sono una squadra che merita rispetto


Flop

Guardiola - Ha vinto, e magari ha ragione lui. Ma la difesa a tre e la partenza di Messi dalla panchina spalancano una voragine di interrogativi su una squadra che ha ribaltato come un calzino, ma che in quasi tutte le partite, e per lunghi periodi, gioca in modo orrendo

Chelsea - Ha giocato maluccio contro il Cluj, rischiando parecchio e dimostrando non pochi affanni. Il grave infortunio di Drogba getta una squadra già priva di Deco, Cole e Carvalho, nello sconforto. L'atteggiamento garbato e umano di Scolari può aiutare, ma non è certo un buon momento. Soprattutto per colpa della malasorte

Ranieri - A Minsk si vede per almeno mezz'ora una Juve da incubo. L'incertezza nel sostituire Legrottaglie che, infortunato, chiamava disperatamente il cambio lasciando in inferiorità la difesa, è costata lo svantaggio. Poi Giovinco e Iaquinta rimettono le cose a posto. Ma il tecnico, probabilmente deve decidersi una volta per tutte: e trovare il modo migliore per far giocare il baby dal primo minuto. Siamo proprio sicuri che la questione contrattuale non incida in alcun modo?

Gerets - Sei partite senza vittorie, eliminata dalla Coppa di Lega, in affanno drammatico in Champions League: l'Olympique Marsiglia che era partito così bene conquistando la vetta del campionato e il portone d'ingresso europeo più importante, si è spenta ad agosto. E in molti chiedono la testa del tecnico che solo pochi mesi fa era il salvatore dell'OM

Zenit - Non un flop, ma un mezzo flop: con il contributo di Juventus e Real Madrid e di chi nelle ultime ore ha tirato fuori un'inquietante spinta della mafia russa per favorire la vittoria della squadra di San Pietroburgo in Uefa e Supercoppa. Mah... Parlando di calcio resta la sensazione di una squadra straordinaria che forse in questo momento, per questione di ritmo stagionale e di longitudine, non sa esprimersi al meglio.



Category: Formula 1
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Così il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, dopo la debacle delle 'rosse' nel Gp di Singapore di ieri: "E' stata una giornata amara ma ci sono ancora tre gare e io ho grande fiducia negli uomini della Ferrari e nella macchina, che è la migliore". "La Ferrari - ha aggiunto Montezemolo - ha passato momenti molto più difficili. Ma nel weekend la macchina è stata nettamente la migliore e, a parità di peso, Massa ha fatto delle qualifiche straordinarie, dimostrando di essere oggi il pilota più in forma di tutti. Da Raikkonen - ha concluso - mi aspetto che dimostri di essere il campione del mondo".

Poi critica il circuito di Singapore: "Purtroppo qualche volta si corre in circuiti in cui sarebbe meglio fare un circo equestre o d'altro. Può succedere di tutto. E lo spettacolo è dato dalla safety-car". Riferendosi al condizionamento delle gare dovuto all'ingresso delle auto di sicurezza, Montezemolo ha detto: "Credo che questo sia umiliante per la Formula 1 e di questo voglio parlare nelle prossime settimane anche con tutte le altre squadre". Infine ha concluso: "Mi aspetto che Massa e Raikkonen, nelle tre gare che rimangono, arrivino sempre primo e secondo. E in ogni caso prima della McLaren".

Category: Calcio
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Quinta giornata: in vetta alla classifica c'è chi non ti aspetti, mentre la Samp continua a non vincere, la Juventus prosegue a segnare pochissimo, l'Inter a non decollare e tutto lascia pensare a un campionato se non altro più equilibrato dove chiunque può dire la propria. Anche voi ovviamente: qui elenchiamo solo alcuni di quelli che riteniamo siano stati protagonisti della giornata appena conclusa, in positivo e in negativo. E se ritenete di dovere fare delle aggiunte noi ci mettiamo lo spazio, voi l'educazione, l'ironia e magari solo un pizzico (giusto poco...!) del tifoso che è in voi per privilegiare l'aspetto più equidistante e obiettivo.

Top

Ronaldinho: non è ancora al top e si concede lunghe pause di riflessione. Ma dopo aver riflettuto accelera, rifinisce e crea. Offre sprazzi di classe pura, e altri di genio assoluto. Risolve un derby, costringe Julio Cesar alla parata più bella del match. Basta a definirlo il top della settimana?

Kakà: si sta ritrovando e il modo in cui accompagna il pallone a testa alta, seguendo lo svolgimento dell'azione dei compagni dimostra che è tornato a essere quel punto di riferimento che lo scorso anno aveva mostrato più di un colpo a vuoto. Una prova di alta classe nella quale l'assist di Ronaldinho si incastona come una pietra preziosa in un gioiello di grande firma.

Zarate: il rischio è quello di essere ripetitivi. E pazienza, saremo ripetitivi: questo è un giocatore che sta facendo la differenza nella Lazio per fortuna dei tifosi delle aquile, ma potrebbe farla a maggior ragione nelle squadre che soffrono di inconsistenza offensiva. Lui si limita a trasformare in punti e in gol il gioco di una squadra che è meritatamente al comando della classifica per come si esprime e per il suo gioco. Meravigliosa la sua interazione con Pandev, così diverso da lui.

Napoli: pur senza giocare una gara stellare ha il merito di individuare il momento giusto nel quale far saltare un Bologna in crisi. Cambio di marcia letale quello dei partenopei che sblocca Denis e offre tre punti pesantissimi. Squadra di rincalzi estremamente concreta e pragmatica: e pensare che può essere molto, molto più spettacolare di così.

Zenga: alzi la mano chi pensava che il tecnico si trovasse così a suo agio nel creare una squadra, nell'impostarla e nel farla giocare. La mia è giù: sono onesto. Non ci credevo, non più di tanto. E probabilmente avevo torto. Perché se è vero che il Catania non è uno squadrone, e che Zenga non avrà allenato le migliori squadre del mondo, queste prime giornate hanno dimostrato che il tecnico sa spingere ai limiti una squadra che è partita molto forte. Ma sa anche leggere la partita con cambi efficaci e poco appariscenti.

Brienza: ho trovato il suo fermarsi in un'azione da gol per consentire i soccorsi a un avversario un gesto che meritava di essere sottolineato. Non lamentiamoci degli orrori che vediamo: il nostro calcio produce anche questo, dobbiamo essere in grado di riconoscere un'impresa, e questa lo è. E renderla una notizia che ci fa dimenticare il fatto che in realtà abbia giocato maluccio. Ma per me questa settimana... numero uno!



Flop

Quaresma: male. Male lui in campo e peggio Mourinho a non cambiarlo. Ci dovranno fare l'abitudine i giocatori dell'Inter perché Quaresma è un genio e quando vuole sa come fare la differenza. Il problema è che a volte scompare dal campo senza lasciare tracce. Il derby, per uno con il suo estro e il suo carattere, è forse la partita meno adatta per chiamarsi fuori. I tifosi dell'Inter non hanno apprezzato e da lui si aspettano di più.

Burdisso: l'arbitro sbaglia ad ammonirlo la prima volta. Ma andava cacciato diretto dopo la brutta entrata su Kakà. Gli interventi un po' scomposti da parte nerazzurra, ricordiamo anche una brutta entrata di Stankovic, denotano un certo nervosismo del quale lui fa le spese. Ma che in qualche modo testimoniano anche il momento non brillantissimo dell'Inter.

Juventus: ha segnato 4 gol nelle prime cinque giornate. Lo scorso anno ne aveva marcati 14: ma se è vero che contro il Catania la Juve è stata soprattutto sfortunata, contro la Sampdoria ha fatto notizia la mancanza endemica di palle da gol. Una dimostrazione di quello che Ranieri sosteneva essere la causa numero uno dei mali offensivi, l'assenza di Camoranesi. Stavolta Camoranesi c'era anche se al rientro da un infortunio. Le soluzioni? Giovinco, e se proprio vogliamo esagerare, nei tempi e nei modi giusti, Fausto Rossi. Fantasia al potere, perché no?

Torino: a onor del vero il capitolo successivo rifinisce il concetto di un flop solo parziale, e sicuramente controvertibile ma bisogna anche aggiungere che la Lazio ha impressionato per il modo in cui ha impedito qualsiasi organizzazione di gioco ai granata, la cui colpa più grande da quello che si è visto nelle prime partite è quella di non sapersi imporre. Ora arriveranno le squalifiche: occorre calma, e mano ferma.

Gava: d'accordo, il Torino non gioca bene, e ha alcuni problemi, e sicuramente la stagione non è cominciata nel modo migliore. Ma la radicalità con la quale l'arbitro ieri ha fischiato il rigore, creando poi i presupposti per due espulsioni (Pratali, il primo giallo ci più stare ma il secondo secondo me no), vuol proprio dire complicarsi la vita. Una regola non scritta che gli arbitri dovrebbero sempre rispettare è il buon senso.

Sampdoria: non vince mai, segna pochissimo; il 5-0 contro il Kaunas resta l'unica soddisfazione di una stagione fino a questo momento abbastanza mediocre. Tatticamente l'assenza di Bellucci e lo spirito di adattamento di Bonazzoli non bastano a giustificare questa astenia da rete, soprattutto se Cassano non riesce a fare la differenza. Non è una squadra nata per le due punte, perché Cassano non rientra quasi mai: o Mazzarri rischia, e cambia modulo, o aspetta Bellucci. O prova definitivamente Fornaroli: giocatore che sembra meritare una chance. Una nota a margine per l'infortunio di Palombo: non se lo meritava, è un giocatore formidabile.

Category: Calcio
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Il fatto. Corre il secondo minuto della ripresa al Barbera, dove Palermo e Reggina sono ancora ferme sullo 0-0. Corradi e Nocerino saltano di testa scontrandosi in aria, la palla scivola in area per lo scatto di Franco Brienza che si presenta da solo davanti ad Amelia... E mette la sfera sul fondo per permettere l'intervento dei medici in campo!

Un gesto davvero sportivo quello del fantasista della Reggina che, secondo l'allenatore della Roma Spalletti, "dovrebbe ricevere un premio perché è stato un ottimo esempio per i giovani".

Brienza, va detto, ha passato quasi 8 anni di carriera a Palermo ed è stato applaudito fin dal suo ingresso in campo dai suoi ex tifosi, una situazione che comunque non ha inciso sull'accaduto, secondo lo stesso giocatore. "L'avrei fatto a prescindere dal fatto che ho giocato a Palermo - ha detto Brienza - fa parte del mio carattere. Con la coda dell'occhio ho visto una testata e ho preferito fermarmi".

Bravo il giocatore, molto meno l'arbitro Stefano Farina che da regolamento avrebbe dovuto interrompere il gioco immediatamente dopo lo scontro tra Corradi e Nocerino. Quella del colpo in testa, infatti, è l'unica situazione in cui non ci dovrebbe essere discrezionalità da parte del fischietto, chiamato a sospendere subito il gioco per permettere i soccorsi. Farina è stato fortunato perché, se Brienza avesse segnato, si sarebbe scatenato il putiferio.

Tutto si è chiuso invece con una stretta di mano tra l'arbitro e l'attaccante reggino e per questa volta va benissimo così - magari andasse sempre così - ma va detto anche che queste situazioni con uomini a terra si stanno moltiplicando, tra botte vere e cadute fasulle, creando spesso dei motivi di empasse nelle azioni di gioco.

Per risolvere definitivamente il problema - senza dover ringraziare il Brienza di turno - basterebbe quindi applicare il regolamento, cioè lasciare la decisione sull'interruzione del gioco solamente all'arbitro, purché le giacchette nere non si dimentichino di fischiare, come accaduto al Barbera...

Category: Motomondiale
Posted by: ah310
L'ottavo sigillo iridato è a un passo e Valentino Rossi già sogna un premio. "Un regalo per il mondiale vinto? Mi piacerebbe tanto poter fare un altro test con la Ferrari". Senza, però, avere ambizioni per un futuro in Formula 1. "Sì, vorrei fare solo un altro test ma non credo che per me ci sia la possibilità di correre con la Ferrari in futuro - ha precisato Rossi - anche perché ho altri due anni di contratto con la Yamaha e ci arriverei a 31 anni, un po' troppo vecchio per tentare l'avventura".

Il campionissimo delle due ruote non ha negato di aver sognato l'avventura in passato. "Sì, l'ultima volta che ho provato la Ferrari c'era un obiettivo, ovvero vedere se ero veloce per correre in F1, adesso, invece, sarebbe solo un desiderio". Un sogno che ha concrete possibilità di realizzarsi. "Bè, i miei rapporti con Domenicali sono molto buoni - ha concluso Valentino - e lo sento spesso al telefono".

Richiesta partita da Motegi, la palla ora rimbalza agli uomini di Maranello. Nell'attesa Rossi non resta con le mani in mano, visto che il re folletto ha già fatto programmi per tornare a correre in auto, nei rallies. "Il 15 dicembre sarò a Monza - svela Valentino - e ho anche in programma di disputare la prova del mondiale rallies in Inghilterra, il 7 dicembre". In Galles, anche se Rossi ancora non ha deciso con quale vettura correre. Valentino doveva partecipare anche alla prova inglese lo scorso anno ma un test di gomme organizzato dalla Yamaha a Jerez lo costrinse a saltare l'appuntamento.

Rossi aveva già disputato la prova nel 2002 ma un incidente lo tolse di scena quasi subito. "Finì troppo presto - ricorda Valentino - e se ci penso mi arrabbio ancora: ho fatto 600 chilometri di ricognizione a 50 all'ora, svegliandomi alle cinque di mattina, e sapete cosa vuol dire per me, per poi finire fuori strada e ritirarmi dopo appena 25 chilometri! Che rabbia...". Andò meglio nel 2006, quando il re folletto del motomondo si classificò undicesimo nel rally di Nuova Zelanda al volante di una Subaru.

Category: Ciclismo
Posted by: ah310
Neanche il tempo di festeggiare il ritorno alle corse di Lance Armstrong con l'Astana, che la squadra kazaka deve già fare i conti con le prime grane. Il rientro nel ciclismo professionistico del texano, che come obiettivo primario ha ovviamente quello di vincere il suo ottavo Tour de France, si scontra con le ambizioni di quello che, attualmente, è considerato in maniera piuttosto unanime il fuoriclasse mondiale delle due ruote.

Stiamo parlando di Alberto Contador, vincitore nel 2008 di Giro d'Italia e Vuelta di Spagna e trionfatore nel 2007 anche al Tour de France, che con l'arrivo di Armstrong sente meno sicuro il ruolo di capitano della squadra.

Un ruolo, quello di leader del gruppo, che Contador sente di aver guadagnato sul "campo" e, di conseguenza, di meritare anche nella prossima stagione. Con o senza il corridore statunitense: "Credo di essermi guadagnato i gradi di capitano sul campo e non voglio assolutamente rinunciarvi. Se così non sarà, sarò costretto a guardarmi intorno anche se ho un contratto fino al 2010 con l'Astana che vorrei rispettare".

Proprio per questo lo spagnolo si è già fatto avanti con la formazione kazaka e ha chiesto al suo club alcune rassicurazioni ammonendo, però, che se la squadra non correrà per lui sarebbe anche pronto ad andarsene.

"Il team mi ha dato rassicurazioni sul fatto che sarò io il leader, ma voglio il massimo delle garanzie possibili - ha detto Contador -. Devo vedere come si evolverà la situazione; se non sarò felice, andrò via".

Il ritorno di Armstrong ha smosso il ciclismo, ma la domanda che si deve fare l'Astana è un'altra: Vale la pena investire sul passato se si ha in casa il campione del futuro?

Category: Calcio
Posted by: ah310
Le nostre pagelle alla quarta giornata di campionato.

LAZIO 9 Si riprende in fretta dallo scivolone con il Milan e torna a volare, non necessariamente sulle ali del capocannoniere Zarate per la prima volta senza gol. Merito di un grande allenatore e di una grande squadra, rilanciata al secondo posto con il miglior attacco.

UDINESE 8,5 Nel giro di sei sere, dal 2-0 a Dortmund al 3-0 a Bologna. E' vero che Britos si fa espellere sullo 0-0, ma poi la lezione di calcio di Marino è da applausi e non a caso i gol portano tre firme diverse: D'Agostino, Floro Flores e Pepe, in attesa di quelli di Sanchez. Applausi, please.

NAPOLI 8 Torna a vincere e a divertire, dando ragione alle scelte societarie di De Laurentiis e Marino, e a quelle tecniche del bravissimo Reja. Imbattuto come Inter e Juventus, con un grande Hamsik che prima segna il terzo gol in tre partite e poi propizia anche la rete di Zalayeta. E con un Maggio così, può sognare fino a maggio.

GENOA 7,5 Se giocasse sempre in casa, sarebbe da scudetto. Dopo il 2-0 al Milan, ecco il 3-1 alla Roma. Al di là degli errori arbitrali a suo favore, il gioco di Gasperini esalta le grandi qualità di Milito, Principe del Genoa e da ieri anche dei cannonieri, alla pari con l'altro argentino Zarate.

ATALANTA 7 Bentornata alle buone abitudini delle prime due giornate, cioè allo stesso 1-0, stavolta sul Cagliari, che vale il secondo posto insieme con la Lazio, nella scia dell'Inter. E con un Floccari così, che bisogno c'è di Vieri?

INTER 6,5 Cruz e testa. Sola al comando, proprio quando non lo meriterebbe per quanto soffre contro il Lecce, deve ringraziare l'organico extra-large regalato da Moratti. Perché Cruz si alza dalla panchina, come faceva con Mancini, e dopo appena 7' fa sorridere anche Mourinho.

JUVENTUS 6,5 Stesso voto dell'Inter, perché nel suo caso il risultato non è tutto. L'1-1 casalingo con il Catania è bugiardo, ma con o senza Giovinco, i pali e le traverse, preoccupa il fatto che la Juventus in quattro partite non ha mai segnato più di un gol, sbagliandone sempre troppi.

MILAN 6,5 Merita il successo, ma non può esaltarsi per il 2-1 a Reggio Calabria, a prescindere dall'infortunio di Borriello, perché la difesa continua a sbandare pericolosamente. E meno male che Kakà e Pato dimostrano di essere i veri brasiliani di Ancelotti.

CATANIA 6,5 Fortunato, perché salvato da un palo e una traversa. Ma non può essere un caso che dopo aver fatto soffrire l'Inter abbia fermato la Juventus, con un altro gol di Plasmati, l'ultima scommessa vinta da Zenga, un signor allenatore e anche un allenatore signore.

LECCE 6 Il lavoro di Beretta è già a buon punto, perché il Lecce non trema davanti all'Inter, per la prima volta senza gol e senza tiri (traversa di Ibra a parte) fino all'intervallo. E con questa organizzazione, la salvezza non può sfuggire.

CHIEVO 6 Un'altra rimonta, che riflette il carattere di Iachini. La salvezza è un'impresa per formiche capaci di accumulare pazientemente anche le briciole. E 5 punti nelle prime 4 partite non sono male.

TORINO 5,5 Va in vantaggio con un rigore di Bianchi, ma poi si fa raggiungere e non decolla più. Se non si dà una mossa, domenica rischia contro la scatenata Lazio.

PALERMO 5 Due vittorie consecutive in casa e poi questa seconda sconfitta in trasferta, la prima per Ballardini. Ma il Napoli sarà una brutta bestia per tutti e il Palermo se non altro ha il merito di rimanere in partita.

CAGLIARI 5 Evidentemente non ha l'intolleranza zero, perché al quarto tentativo non acciuffa nemmeno un pareggino. Sul campo dell'Atalanta, però, mostra qualche segnale di risveglio, perché la traversa di Larrivey poteva valere, nel suo piccolo, un clamoroso 1-1.

SIENA 5 Sembra gradire la politica dei piccoli passi. E dopo il prezioso 1-1 a Lecce si accontenta di un anonimo 0-0 in casa con la Sampdoria. Per la serie "piuttosto che niente, meglio piuttosto".

REGGINA 5 Dopo il tracollo sul campo della Roma, una sconfitta più dolce con il Milan. Positiva la reazione dopo la prima rete di Borriello, ma per salvarsi occorre un'altra Reggina, quella pilotata benissimo da Orlandi nell'ultimo campionato.

ROMA 5 L'alibi degli errori arbitrali regge fino a un certo punto. Perché la Roma aveva già incassato due gol ed era in svantaggio quando non è stato convalidato il gol regolarissimo di Panucci. Nervosismo e vittimismo non aiutano. Senza un'onesta autocritica sarà difficile risalire.

SAMPDORIA 4,5 A quando la prima vittoria? Sabato riceve la Juventus, ma se continua a giochicchiare come a Siena, dovrà rinviare ancora l'appuntamento guardando più dietro che davanti. E Cassano continuerà a guardare da lontano la Nazionale.

BOLOGNA 4 La bella neopresidentessa Menarini non merita di soffrire così tanto. Perché la sua squadra si complica la vita da solo. Britos si fa espellere procurando il rigore sullo 0-0 e il Bologna finisce con 3 gol al passivo e 3 sconfitte consecutive. Se Arrigoni non convince più, tanto vale chiamare subito Novellino.

FIORENTINA 3 Tre come il peggior voto delle nostre pagelle, fin qui riservato soltanto al Milan battuto dal Genoa. Ma soprattutto 3 come i gol incassati sul campo della Lazio da una Fiorentina inguardabile. Con un elogio soltanto a Prandelli, così onesto da ammettere che la Fiorentina non è una squadra. Anche se con uno come lui tornerà a diventarlo.