CATANIA - Valeva la pena aspettare. In trenta minuti Catania e Roma mettono in campo tutto quello che hanno, senza però trovare il gol in grado di mutare il tabellino: si rimane sull'1-1 maturato nei 65' giocati il 14 gennaio, risultato che penalizza gli etnei, letteralmente padroni del campo prima della doverosa sospensione di Tagliavento.
PISCITELLA E I DUE PORTIERI - I tecnici sorprendono tutti: Montella rispolvera il 3-5-2 ma utilizza Gomez nell'inedita veste di quinto di destra, con Izco intermedio e Barrientos vicino a Bergessio. L'idea di Luis Enrique è chiara: allargare i tre difensori avversari. È questo il motivo della presenza del giovane Piscitella al posto di Bojan, a chiudere un attacco che per età media ricorda una formazione Primavera (classe '93 la new entry, '92 Lamela, '91 Borini). Sul terreno del Massimino prende forma una mezz'ora di strepitosa intensità: Almiron dopo tre giri d'orologio sfiora il gol in scivolata, è poi il turno di Llama, che va vicinissimo al vantaggio con una magia. Esterno sinistro da fermo al limite dell'area, gran risposta di Stekelenburg. Kosicky non vuole essere da meno: Pjanic inventa in verticale per Rosi, partito in posizione dubbia. Cross per Borini, l'ex Swansea aggancia a centro area e spara a colpo sicuro col destro, esaltando il riflesso dello slovacco, strepitoso soprattutto nel recupero immediato del pallone per negare il tap-in a Greco. Finisce dunque 1-1: "less is more", 30 minuti a volte possono valerne 90
Catania-Roma
Fonte: (Repubblica.it) |