ROMA - Non usa mezze misure Massimo Cellino per esprimere il suo parere sulla Lega di Serie A e sul presidente Maurizio Beretta: "Se non ripristinano le regole io in Lega non ci torno, gli altri sono sull'Aventino", tuona il presidente del Cagliari. "Nulla da dire su Beretta, è che rappresenta l'immobilismo, è immobile. Ha un altro lavoro? Lavoro è una parola molto grossa, ha un hobby a Unicredit e uno in Lega, e io pago.... diceva qualcuno. L'ultima cosa che si vuole è lavorare. Abbiamo romanizzato la Lega. A chi lavora a Roma bisogna dare il Tapiro D'oro".
"A Roma - spiega Cellino ai microfoni di Radio Radio mentre in collegamento in diretta c'è anche il presidente del Palermo Maurizio Zamparini - se posso non ci dormo neppure, parlo della politica, tutti hanno la scorta, l'azienda che sta costruendo il mio stadio è di Roma, lavorano bene e non vogliono tanto. A Roma ogni volta che c'è un problema si forma una commissione. In Lega - prosegue - ci vuole un presidente che ci coordini e porti avanti dei programmi, invece (Beretta, ndr) non riunisce i Consigli in Lega, non legge mai i programmi e porta avanti i programmi per qualche singolo che gli mantiene il posto. Si impugnano le delibere e si fanno ricerche di mercato pilotate, mi sembra di sentire Porta a Porta con tutte le cazzate che succedono in Italia".
"Beretta - prosegue Cellino - è anche una brava persona ma non ha capito che la Lega è a Milano, non è un ente pubblico è
Fonte: (Repubblica.it) |