MILANO - Una manciata di giorni per ricompattarsi e rialzarsi. Su questo aspetto lavora Claudio Ranieri. Tecnico chiamato per rimettere insieme una squadra scivolata dalle mani di Gasperini e finita a pezzi. L'allenatore romano ha subito accettato la proposta di Massimo Moratti. Perché anche lui - come tutti quelli che allenano - le sfide piacciono. Ed eccolo, dunque, arrivare ad Appiano e con la tranquillità di un saggio rimettere in sesto l'Inter in apparenza smarrita. Le ha provate tutte. Alla fine dopo mille tentativi ha ottenuto sette vittorie consecutive: 21 punti e un posto ai piani medio alti della classifica. L'apice al derby, poi di nuovo giù con i giocatori che vagano in campo e valanghe di gol incassati. Otto reti in due gare (Palermo e Roma) sono troppe. Fermarsi e riflettere era necessario. Fondamentale per poter ripartire.
Ora rialzare la testa contro il Novara è d'obbligo. Per farlo Ranieri pensa ad un 4-2-3-1 con più filtro a centrocampo perché la prima regola è: non prendere gol. Il resto conta poco in questo momento. Così come tutte le voci di mercato che ormai impazzano in casa Inter. Da Sneijder passando per Chivu e Maicon fino ad arrivare a Milito. Senza dimenticare Zarate, ormai un elemento che vaga solitario ad Appiano. Ma in questo momento di transizione più che al mercato la società pensa a rimettere in piedi una stagione che diventerebbe fallimentare se non sarà centrato il terzo posto. Al futuro si penserà da giugno.