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Mondiali, Bettini: "Sarà un'Italia d'attacco". Nibali: "Spero in una gara dura"
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FIRENZE - Nel clan azzurro riunito nella astmosfera un po' retrò dell'Hotel La Pace a Montecatini si guarda il cielo con ansia. "Non faccio la danza della pioggia - dice Nibali - ma certo se la strada sarà bagnata la corsa sarà più dura e per me più è dura la corsa più va bene, perché per vincere ho bisogno di una grande selezione e di arrivare solo". C'è fiducia e convinzione nelle parole del siciliano che dice di aver recuperato bene le fatiche della Vuelta e veste senza timori i gradi di leader indiscusso. Sarà lui il capitano della formazione azzurra che insegue un podio mondiale da ben cinque anni, da quando a Varese, nel 2008, gli italiani fecero doppietta con Ballan (oro) e Cunego (argento). Ma non sarà il solo a raccogliere la stima e la fiducia del Ct Bettini che lo giudica: "Cresciuto, e lo si vede anche da come riesce a manovrare la sua squadra di club, sempre presente quando serve". Nonché " corridore atipico", capace cioè di fare cose egregie in un grande Giro (primo nella corsa rosa quest'anno e secondo alla Vuelta battuto solo da uno stupefacente Horner, n. d. r.), ma anche di lottare per la vittoria nelle classiche: "Come prova il secondo posto alla Liegi 2013". "Cavallo pazzo" Pozzato e Visconti sono gli uomini che "devono essere pronti ad entrare nelle azioni importanti". Forti, resistenti (il veneto di Sandrigo, imprevedibile nei finali, ha vinto l'ultimo GP di Plouay), ma anche veloci al punto da competere con i "cani sciolti", come lo slovaco Sagan, considerato un'autentica mina vagante, senza una grande squadra, ma abilissimo a sfruttare il lavoro delle altre formazioni. O come il norvegese Boasson Hagen.

Che Italia sarà? "Il percorso è insidioso fin da principio i chilometri di avvicinamento al circuito di Fiesole non saranno di puro trasferimento", dice Bettini. Non sarà un'Italia in difesa. "Del resto, se inziamo ad inseguire dalla mattina non finiremo più; meglio farci inseguire. Meglio fare la gara subito e non subire". Dunque sarà una nazionale d'attacco perché per lanciare Nibali ci vuole la corsa dura. Non ci sarà il rischio di sfinire i nostri e fallire nel finale? "L'obbiettivo è di portare avanti almeno due italiani in grado di giocarsela": il Ct sogna la strada umida di pioggia, un Nibali che scatta sull'ultima salita a Fiesole e si getta in picchiata nella discesa successiva: "Se in salita puoi guadagnare 8 secondi in discesa uno come Vincenzo ne può prendere più del doppio. Poi c'è lo stappo di Via Salviati e l'arrivo e a soli 4 chilometri". "Per vincere - concorda il siciliano - bisognerà inventarsi qualcosa prima degli ultimi chilometri. Non devo arrivare con un gruppetto". Attaccare da lontano? In passato si ricorda un suo tentativo suicida sul Ghisallo in uno degli ultimi Lombardia. "Ora mi sento più forte e resistente", ribatte il capitano azzurro. E la sua sicurezza tranquillizza tutto l'ambiente. Nibali cita fra gli avversari più pericolosi il belga Gilbert, il "folletto" Sagan, il colombiano Uran, il norvegese Boasson Hagen, gli spagnoli Valverde e Rodriguez. "La Spagna è con la nostra la squadra più forte - dice Bettini - ma, almeno sulla carta, è stato sempre difficile per il loro Ct metterli d'accordo". Il "grillo" spera che litighino, come a Varese 2008. E che nella marcatura stretta su Nibali si liberi un outsider azzurro, come successo con lui, grande favorito in quella occasione e Ballan. Alle volte la storia si ripete...

Intanto l'Italia cala le sue carte giovanili. Con la prova delle donne junior e soprattutto quella degli Under 23, che, fra un Villella e un Formolo resuscitati da recenti cadute (senza gravi conseguenze) i nostri cercheranno di aggredire il podio. Obbiettivo difficile in una categoria che ormai allinea ai nastri veri e propri professionisti, con realtiva esperienza in formazioni prof. Ma non impossibile.

Dove le speranze sembrano più solide è nel sempre puntuale settore delle donne elite, di scena sabato. Attorno a "monumenti" dall palmarese pesante come Cantele e Guderzo, il Ct Salvoldi prova a giocare la carta della giovane Ratto. "L'olandese Vos è la strafavorita - dice il tecnico azzurro - ma noi abbiamo più carte da giocare, per questo il podio rappresenta il risultato minimo da conseguire: corriamo in casa, davanti al nostro pubblico, la squadra è in salute, affiatata..." Incrociamo le dita.
 


Fonte: (Repubblica.it)

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