JEREZ - Luci e ombre sulla Ferrari. I test di Jerez si confermano un enigma per gli uomini del Cavallino alle prese con una F2012 oscura e incomprensibile come un'antica profezia. Basti considerare le ultime ventiquattro ore, per capire quanto la situazione sia di difficile lettura. giovedì sera intorno alle 17 Pat Fry, il direttore tecnico, il padre putativo della nuova, oggettivamente rivoluzionaria, monoposto rossa, si presenta in sala stampa e quello che dice è, più o meno quanto segue: la macchina è una buona base di partenza ma i lavori sono indietro e io non sono contento del punto in cui siamo. In pista, la macchina, per la prima volta affidata al pilota di punta, Alonso, aveva dato risposte insufficienti, era stata lenta (la più lenta tra quelle di prestigio) e aveva dato più di un grattacapo dal punto di vista dell'affidabilità.
Stamattina, però, appena messa in pista - senza nemmeno troppi lavori di perfezionamento rispetto al giorno prima - la stessa macchina ha tirato fuori due tempi da urlo, un 1'19'' 2 e un 1'18'' 8: erano le 10 e 44 e in molti hanno pensato a un miracolo. O a un imbroglio: la classica mossa dribbla critiche, si svuotano i serbatoi si tara diversamente il motore che tanto è lecito durante le prove, ed ecco il tempo che spegne i primi inevitabili brontolii stagionali e fa star buono Montezemolo a casa.
In realtà non si è trattato né di un miracolo né di un imbroglio. La Ferrari ha solamente cercato di più
Fonte: (Repubblica.it) |