LIBEREC (R. Ceca), 22 febbraio 2009 - Se contano solo le medaglie, ai Mondiali, per una volta ringraziare la fortuna non è disdicevole, anche perché l’Italia del fondo proveniva da un quarto posto di Marianna Longa nella combinata femminile. In questa maschile, dunque, la nazionale di Silvio Fauner si gode il bronzo di Giorgio Di Centa, che dà continuità dunque nella specialità per la quarta volta consecutiva tra Mondiali e Olimpiade. Di Centa era stato infatti argento ad Oberstdorf nel 2005, Piller Cottrer bronzo ai Giochi di Torino 2006 e ai Mondiali di Sapporo 2007, e adesso la quarta gemma firmata dal biolimpionico friulano che a 36 anni si conferma non solo intramontabile ma guerriero fiero, pronto a sfruttare ogni errore altrui e cogliere l’attimo.
LA GARA - Erano infatti in quattro i fuggitivi di questa gara in linea lunga 30 km (15 a tecnica classica e 15 a tecnica libera), i tre poi finiti sul podio, oltre all’azzurro il norvegese d’oro Petter Northug, classe '86, e lo svedese Anders Soedergren, il miracolato di inizio stagione quando fu operato di cancro a un testicolo; e il russo Alexander Legkov, che in una curva nell’ultima discesa ha sbandato cadendo. Non bisogna voltare le spalle alla fortuna, e dunque mentre Di Centa pensava "chissà se qualcuno là davanti cadrà", puntuale arrivava l’occasione colta con entusiasmo dal friulano che in "quel momento non ne avevo più". Sincero, Giorgio, ha comunque meritato la medaglia, la quarta mondiale in carriera e la seconda individuale, dopo una stagione "regolare senza acuti, ma l’importare era che arrivasse qui l’acuto e ce l’ho fatta finalmente ad aprire al meglio una grande competizione, di solito le chiude bene" e si riferisce all’oro olimpico nella 50 km che è programmata qui domenica prossima. Una medaglia "tanto importante che mi serve da carburante per la prossima stagione olimpica, una medaglia frutto della serenità in famiglia e della preparazione che era andata davvero bene per presentarmi qui in forma". E ora i pensieri di Giorgio vanno alla staffetta di venerdì, ma l’impressione che sta nel volto sorridente di Di Centa è che la prima missione compiuta adesso faciliterà ogni cosa "anche se salire sul podio in queste gare con una concorrenza così numerosa si fa sempre più difficile".
ALTRI AZZURRI - Pietro Piller Cottrer, bronzo uscente, fatica a sbollire la rabbia per un 32° posto che ha origini più che tecniche di materiali: "Ho sbagliato a prendere gli sci a skating". Fino a metà gara era infatti terzo, sempre davanti con i battistrada tanto da buttare il cappellino giallo. "Stavo benissimo". Nei primi chilometri l’olimpionico sappadino ha capito che in discesa i suoi attrezzi non erano così veloci e la sua fatica invece si faceva doppia rispetto agli altri nella scorrevolezza. E’ stata una fatica bestiale e inutile, problemi che ha patito anche Valerio Checchi 21°, problemi che aveva sofferto a tecnica classica Roland Clara, che nella seconda parte ha recuperato una trentina di posizione e si era ritrovato anche in testa nei due terzi di gara. Alla fine Rollo sarà 5°, il suo miglior risultato in carriera. "Siamo tutti felici per Giorgio, la sua medaglia è come se l’avesse vinta tutta la squadra".