MILANO, 8 marzo 2009 - L’Italia ha perso, come da logica e pronostico, la prima partita del World Baseball Classic a Toronto: 0-7 contro il Venezuela. Chi sa anche solo qualcosa di baseball e snocciola Ordonez, Cabrera, Mora, Abreu, Izturis, Guillen, capisce che non si poteva immaginare niente di diverso. Ma qui finisce la razionalità. Tutto il resto, almeno per metà partita, è stato suggestione. Comprese le nostre 8 valide, e peccato per quei 10 corridori che abbiamo lasciato in base. Anche solo leggere, nella grafica da Major League, sotto le immagini dei nostri ragazzi: “Team Grosseto”, o Nettuno, o Rimini, per noi del nostro piccolo baseball è stata un’emozione. E questo è niente.
PRESA DA URLO - Subito al 1° inning, Bobby Abreu (fino all’anno scorso esterno destro titolare dei NY Yankees, per capirci, ora ai LA Angels) ha sparato una cannonata profonda a destra. Sembrava valida, doveva essere valida, almeno un doppio. E invece Mario Chiarini, riminese, si è tuffato dopo una corsa all’indietro per la presa più difficile che si possa immaginare. “La più bella vista fin qui in questo torneo”, hanno prontamente certificato i telecronisti Usa. Subito dopo lo stesso “Super Mario”, come lo hanno ribattezzato senza troppa fantasia i telecronisti medesimi, ha piantato un doppio contro il muro a destra. E in tutto, nel primi 4 inning l’Italia ha battuto 6 valide su Carlo Silva, lanciatore partente dei Seattle Mariners. Colpevolmente senza segnare punti, però. E nel frattempo, Mark Di Felice ha tenuto da campione sul nostro monte, aiutato da una gran difesa: 4 inning, 3 valide, 0 punti subiti per il nostro partente.
INCANTESIMO ROTTO - Sì, al 4° eravamo ancora 0-0. Lì però, a metà partita esatta, il bravo Di Felice ha lasciato (per regolamento del torneo non si possono fare più di 70 lanci, lui era solo a 45) e l’incantesimo si è rotto. Il primo lancio del rilievo Jason Grilli è stato spedito di là dal muro da Carlos Guillen (Detroit): fuoricampo, 1-0 Venezuela. La diga è venuta giù: 4 punti al quinto in cui si sono alternati 3 lanciatori azzurri. Inning disastroso per Grilli e Di Nardo, ma siccome noi siamo qui per misurare i nostri piccoli progressi, meglio ricordare come quell’inning si è chiuso: con Alessandro Maestri, riminese, che ha lasciato al piatto Magglio Ordonez (3 anni fa ha giocato le World Series, sempre per dire). In generale il gioiellino azzurro (è in AA coi Chicco Cubs) è rimasto sul monte 1.2 inning senza concedere punti né valide (2 basi ball). Solo che mentre Felix Hernandez (anche lui lanciatore di Mlb a Seattle) addormentava i nostri battitori per i successivi 4 inning, i venezuelani incrementavano il vantaggio con un altro homer di Mora (terza base dei Baltimore Orioles) e con qualche altra randellata assortita all’ottavo. Noi abbiamo avuto il tempo di un bel doppio del nettunese Peppe Mazzanti (2/4 per lui) e niente più. Adesso ci riproviamo col Canada. Per restare nel torneo dobbiamo vincere, e per quello che i canucks han fatto vedere con gli Usa (sconfitta 5-6) non sarà facile. Se no sarà stato bello lo stesso.