ROMA, 20 marzo 2009 - Una cappa di gelo con forte vento freddo di tramontana ha accolto l’Italia del rugby al consueto captain’s run di vigilia del match. Per gli azzurri, che rincorrono un successo storico con la Francia (mai battuta in Italia) per chiudere nel miglior modo possibile il Sei Nazioni, un problema in più. I calci, infatti, e non le mete, sono stati finora il nostro unico modo per agguantare punti in una partita. Unica eccezione la meta di Mirco Bergamasco nel match d’esordio a Londra.
SPERANZA - Capitan Parisse, che in Francia ci vive e gioca nello Stade Francais: “Speriamo che la forza del vento cali, altrimenti vorrà dire che ci adegueremo, giocando di più alla mano controvento e utilizzando i calci con costrutto a favore di vento per mettere in difficoltà la Francia. Ma il problema principale resta ovviamente la nostra avversaria. Già fortissima di per sé, sarà ora arrabbiatissima per la disfatta di domenica con l’Inghilterra. Questa partita non ha niente da dire per la classifica, ma la pressione per loro è altissima: vengono da una settimana di critiche e avranno tantissima voglia di fare il maggior numero di punti possibili. Ma per noi non ci sono più scuse. Questa settimana abbiamo lavorato tanto, curando più l’aspetto offensivo, visto che con il Galles la difesa è quella che ha garantito una prestazione di grande qualità con pochissime sbavature”.
CRITICHE D'OLTRALPE - Due piccole note a margine del match: in Francia, per la prima volta, più di qualche commentatore ha ipotizzato un’Italia vincente. Sarà una forzatura per accentuare le critiche alla squadra, ma mai si era arrivati a tanto. Seconda nota: in attesa dell’ultima giornata del Sei Nazioni 2009, sul sito del Sei Nazioni, dove si può votare l’uomo del Torneo, dopo 10mila voti Parisse si gioca il primo posto con l’irlandese O’Driscoll e l’inglese Delon Armitage. Chi vuole può andare a
www.rbs6nations.com e aiutare il nostro capitano a conquistare un prestigioso traguardo.
UNITI - Per Nick Mallett va a concludersi il secondo Sei Nazioni sulla panchina dell’Italia. “Un torneo reso difficile da qualche errore, fra i quali anche il mio di schierare Mauro Bergamasco mediano di mischia con l’Inghilterra. Ma il gruppo, giocatori e staff tecnico, nonostante le critiche da parte dei media italiani e stranieri nei miei confronti, è rimasto unito e consapevole che solo lavorando sul campo si può crescere. L’Italia non ha una grandissima scelta di giocatori di qualità ed esperienza in grado di essere catapultati in questo Torneo senza conseguenze negative, ma siamo comunque riusciti a dimostrare di meritare di essere qui. E sono molto contento della mediana con cui abbiamo lavorato: Griffen-McLean funzionano bene. Certo, l’età non aiuta Griffen in chiave Coppa del Mondo 2011, ma per ora è una certezza in questa squadra e dà garanzie a un reparto che ne ha assolutamente bisogno”.
CANDIDATI - E a proposito di Coppa del Mondo, subito dopo il Captain’s run, è stata presentata in modo più dettagliato la candidatura dell’Italia a ospitare la Coppa nel 2015 o 2019 (la decisione dell’IRB sarà a maggio): le sedi prescelte sono Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Firenze, Genova, Verona, Padova e Marsiglia, con la città francese scelta come sede straordinaria. Obiettivo 2,5 milioni di spettatori per 48 match da distribuire in 44 giorni.