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Italia, cucchiaio di legno La Francia ci umilia: 8-50
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ROMA, 21 marzo 2009 - Non c'è scampo per l'Italia del rugby. La Francia si mangia gli azzurri in una partita brutta, nervosa e che chiude nel modo più amaro possibile un Sei Nazioni da dimenticare. "Meno male che è finito questo Torneo" la prima dichiarazione del presidente federale Giancarlo Dondi, che poi ha rincarato la dose. "Per me il rugby è forza di volontà, oggi ho visto gli azzurri aspettare la Francia. Così non va, anche se Mallett non rischia".
CALVARIO - L'Italia parte col la solita voglia e tanta buona volontà, ma alla prima azione transalpina, al 6', un fuorigioco azzurro regala a Parra il calcio del 3-0. Da lì inizia un calvario nonostante il forte vento ci sia favorevole nel primo tempo. Errori ovunque, mischia irriconoscibile, scarse idee, due touche su tre perse e una Francia nettamente più veloce. Altro piazzato di Parra per lo 0-6 e Marcato realizza solo uno dei due (dopo un altro piazzato di Parra e uno di Marcato che ne sbaglia un altro per il vento) poi la Francia al 24' va in meta con Chabal che riceve palla da Jauzion, più lesto dei nostri a raccogliere un up and under. Seconda meta al 28' con Trinh-Duc che si beve mezza difesa e vola via. Terza meta al 31': altro calcio, Medard apre col piede per Dusatoir che se ne va e riconsegna la palla a Medard per la realizzazione. Il primo tempo si chiude con un desolante 3-25 e una sola fiammata grazie a Parisse e Mirco Bergamasco che non porta a nulla.
SETTE A UNO - Secondo tempo che parte con la quarta meta francese: calcetto a seguire di Mauro Bergamasco sulle mani di Heymans che se ne va. Trasformazione di Parra: 3-32 al 2'. Ancora un piazzato di Parra e al 14' arriva la quinta meta al termine di una lunga azione sulla linea di difesa azzurra: il pacchetto piazza la palla oltre la linea per il 3-40. L'Italia si sveglia, spinge, prova a giocare, buca la difesa senza costrutto anche se ci si mette la sfortuna in un paio di passaggi di Parisse che suona la carica. Confusione in campo a quel punto, con gli azzurri che finalmente riescono ad andare in meta al 16': calcio raccolto da Marcato che guadagna metri, passa a Mauro Bergamasco, quindi Parisse che deposita per l'8-40. Ma al 29' arriva la sesta meta francese, viziata però da un evidentissimo passaggio in avanti di Bastareaud a Heymans, con la volata decisiva di Medard: 8-45. Imbarazzante la settima meta al 35'. Raggruppamento sulla nostra linea dei 22 metri: noi siamo in tre, loro una marea blu. I nostri non danno sostegno: palla rubata e Malzieu vola solitario in meta non trasformata da Michalak: 8-50. Basta così. Stavolta è stato davvero troppo.
Fonte: (Gazzetta.it) |
I commenti dei Lettori
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scritto da Ringhio1950:
Seguo il rugby da + di 40 anni, ho imparato ad amarlo grazie alle telecronache di Paolo Rosi negli anni 60. Riguardo al rugby nostrano, oltre alle croniche deficienze tecniche, alla scontata mancanza di storia e tradizione, quello che colpisce di più è la nostra mancanza di reattività ed esplosione in velocità: in sostanza andiamo la metà degli altri, ho visto piloni e flanker di altre nazioni + veloci dei nostri trequarti. Secondo me è questione di allenamento specifico, sono inaccettabili le dichiarazioni di Mallet che parla di inferiorità fisica quasi in termini razziali. I francesi e i gallesi non sono + grossi di noi, eppure....stupisce anche che metà dei nostri nazionali giochi in modo eccellente all'estero, eppure.....
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