MILANO, 4 aprile 2009 - Per nove mesi Andrea Baldini ha detto e ripetuto di essere innocente: "Non ho mai assunto volontariamente la sostanza a cui sono stato trovato positivo dopo l’Europeo 2008". In attesa del giudizio del Jury della Fie che si riunirà il 10 aprile a Belfast (dove oggi cominciano i Mondiali giovani), il fiorettista fermato alla vigilia della partenza per l’Olimpiade incassa la prima cambiale di fiducia. Secondo il Pubblico Ministero di Livorno, Antonella Tenerani, la sua denuncia contro ignoti per un complotto è "sufficientemente provata", anche se "gli elementi raccolti non consentono l’individuazione del responsabile" e il procedimento è da archiviare.
IL CASO - Andrea Baldini, allora numero 1 del ranking del fioretto mondiale, viene sospeso il 2 agosto 2008, proprio alla vigilia della partenza per Pechino. A fermarlo è la positività al furosemide (diuretico, depenalizzato a sei mesi nella lista 2009 della Wada), rilevata agli Europei di Kiev del luglio precedente. Il pm ha accertato che "solo un pazzo avrebbe assunto il diuretico" alla luce delle circostanze emerse durante i diversi interrogatori. Circostanze che a settembre avevano convinto la Federazione internazionale a sospendere il giudizio in attesa degli atti della Procura.
LE IPOTESI - Sui possibili soggetti che avrebbero potuto somministrare il diuretico, il pm fa riferimento a tre ipotesi: "Atleti di altra nazionalità con interesse a liberarsi di uno dei più pericolosi aspiranti al titolo; Cassarà; complotto politico famiglia Cassarà/Coni". Per la prima non sono emersi dati utili a spiegare un movente. Per la seconda, alla fine considerata non plausibile dal pm, si fa riferimento in particolare a un episodio: "L’insolito comportamento tenuto da Cassarà a Kiev, quando il maestro Paoletti tese a Baldini una bottiglia d’acqua presa tra le tante a disposizione e Cassarà affermò con decisione che quella era la "sua acqua"". "Egli minimizza il fatto - scrive la pm nell’atto - giustificandosi dietro alla mononucleosi che proprio in quel periodo aveva afflitto Federer". Per la terza si riconosce "un rapporto particolarmente stretto Cassarà-famiglia Cassarà-Coni", ma "nulla emerge a sostegno dell’ipotesi".
SOLLIEVO - Andrea Baldini, da Parigi, finalmente sorride: "Sapevo che le probabilità di trovare il colpevole erano ridotte all’osso, avrei potuto chiedere di accelerare il giudizio e magari tornare in pedana prima. Ma volevo fare di tutto per provare che sono davvero innocente".