PRAGA, 4 aprile 2009 - L’esordiente arriva in finale. Undici partite e altrettante vittorie, i campioni d’Italia di Trento travolgono un’inesistente Macerata e, alla prima partecipazione alla Champions League, arrivano all’ultimo atto imbattuti. Supportati da una curva colorata e festante hanno sbaragliato il campo.
Trento-Macerata 3-0 (25-21, 25-19, 25-23)
Se il derby c’è stato nessuno se n’è accorto: tanta era la differenza sul flex. Ancora una volta (vista la frequenza con cui accade non si può parlare più di caso) i campioni d’Italia avevano preparato al meglio la gara tatticamente (merito evidentemente del tecnico), hanno pazientato aspettando che Vissotto entrasse in partita e poi sono andati a prendersi una meritata finale, trascinati da una coppia di campioni come Nik Grbic (che il trofeo lo ha già vinto con Treviso) e Matey Kaziyski che nei momenti delicati ha fatto la differenza in attacco e in battuta. Dalla panchina De Giorgi ha potuto cambiare poco: ha provato a mettere in campo a più riprese Snippe per un impacciato Swiderski e poi nel terzo set anche Bartoletti per un falloso Omrcen, ma senza risultato. Rispetto ad altre serate la regia di Vermiglio era meno impeccabile. Macerata si è infiammata nel terzo set (è arrivata a 11-7), ma qui si è fermata. Un parziale di 9-1 l’ha riportata sulla terra e anche nello spogliatoio. E domani (domenica, alle 17.30) Trento se la dovrà vedere con lo scatenato Iraklis Salonicco di Flavio Gulinelli. L’ex secondo di Bebeto sulla panchina dell’Italia al Mondiale 1998, fino a poche settimane fa guidava il Vibo Valentia, poi dopo una discussione con il presidente Callipo, le dimissioni irrevocabili. Tre giorni più tardi lo hanno chiamato dalla Grecia dove ha infilato una serie impressionante di successi, fino all’ultimo in semifinale contro i russi dell’Iskra.