MILANO, 9 aprile 2009 - Serata di verdetti per i quarti di playoff: avanti Macerata e Piacenza, che si incontreranno in semifinale, e Trento, che ha ragione al tie-break di Vibo Valentia e aspetta la vincente di Cuneo-Montichiari (sabato alle 16.30 gara-4 con i bresciani avanti 2-1 nella serie).
Lube Macerata-Sisley Treviso 3-1
(21-25, 25-19, 25-22, 25-22)
Per la terza volta nella storia dei playoff la (ex) corazzata Treviso viene eliminata nei quarti di finale. Per la terza volta il Sisley perde una serie 0-3 (le altre due con Modena vecchie anche di 20 anni), senza riuscire a lasciare un segno in una stagione disgraziata. Una stagione in cui al di là dei cambi di allenatori e del siluramento dei dirigenti ci sarà poco da ricordare come risultati sportivi. Treviso è passata attraverso l’annata come una giornata di nebbia nella pianura padana, incolore e impalpabile. Nella gare della vita o della morte ha giocato con intensità (avesse fatto così durante l’anno non si sarebbe ritrovata a questo punto), almeno nel primo set, prima di evaporare schiacciata dai propri errori un poco alla volta. Ma se ha rimediato questa sonora lezione, lo si deve a una Lube Macerata spietata, capace di fare quello che non le era riuscito a Praga nella semifinale di Champions League: ragionare nelle difficoltà e sapere coesistere con i propri errori. Il primo set è stato tutto in clima "ceco" con i marchigiani incapaci di reagire, una battuta troppo molle e un nervosismo visibile in campo. Nel secondo parziale la Lube ha cominciato a martellare in battuta rendendo più difficile il lavoro di Ricardo. Treviso è andato in affanno (anche per merito di un Martino che è cresciuto nel corso della partita segnalandosi anche per alcune battute al curaro), sbagliando a ripetizione (13 errori nel set sono proprio troppi) e a consegnare gara e serie alla Lube. Trascinata da Omrcen la squadra di De Giorgi ha faticato, ma alla fine ha espulso tutte le tossine europee per volare in semifinale dove troverà Piacenza. Un altro brutto cliente, ma dopo aver eliminato Treviso, si può dire che i marchigiani ci hanno fatto l’abitudine. E poi ci sono quasi 10 giorni prima di gara-1.
Rpa Perugia-Nordmeccanica Piacenza 1-3
(23-25, 18-25, 25-21, 25-16)
Si chiude la stagione della Rpa Luigi Bacchi Perugia, estromessa dalla corsa verso lo scudetto da una squadra che ha dimostrato di essere in questo momento superiore. Di Pinto è stato costretto a rinunciare all’infortunato Pippi, sostituito comunque positivamente nel ruolo di libero dal giovane Fanuli. La gara è andata avanti in varie fasi sui binari dell’equilibrio, con il primo allungo piacentino sul 20-16 del primo set, con Marshall autentico trascinatore, sino a mettere a terra il punto decisivo. A nulla sono valsi nelle file umbre gli ingressi di Serafini, Nemec e Kovacevic. Nel secondo set il copione è stato lo stesso, con la Rpa che ha alternato dei buoni colpi a lunghi momenti di difficoltà dovuti anche alla conferma dello stesso Marshall e alla crescita di Zlatanov, autore dell’ultimo punto. Nel terzo set la Rpa è cresciuta in attacco (61%) e grazie alle battute di Savani e Nemec ha dato la sensazione di poter riaprire il match, andando a vincere con disinvoltura. Nella quarta frazione subito avanti Piacenza (11-7), dopo la rimonta perugina (11-11) c’è stato un nuovo deciso allungo del sestetto di Angelo Lorenzetti, che, complici anche i tanti errori degli umbri ed uno Zlatanov implacabile, ha chiuso l’incontro con il punto decisivo di Bjelica.
Itas Trentino-Tonno Callipo Vibo Valentia 3-2
(26-28, 25-15, 21-25, 25-23, 17-15)
All'Itas Diatec la semifinale scudetto, alla Tonno Callipo Vibo Valentia gli applausi e tanti rimpianti. La squadra calabrese riporta sulla terra i freschi campioni d'Europa di Trentino Volley, facendo sudare fino all'ultimo la squadra di Stoytchev. Che così come successe in gara-1 solo al quinto set trova lo sprint giusto per chiudere la serie e andare nelle semifinali scudetto. Merito di una Vibo che, senza nulla da perdere, ha tirato a mille in battuta ed in attacco scontrandosi contro una Itas alle prese con tanti alti e bassi ed un muro poco efficace. Le tossine della Champions League si fanno sentire nella testa e nelle gambe di Grbic e compagni, che trovano prima in Kaziyski e poi in Vissotto i grimaldelli per scardinare una Tonno Callipo d'alto livello almeno finché a metà quarto set Contreras, il migliore dei suoi, è dovuto uscire per una scavigliata alla caviglia sinistra dopo un brusco atterraggio da un attacco. Il primo set è la prosecuzione della battaglia di gara-1 di quindici giorni prima: equilibrio, incertezza e lotta palla su palla. Fino ai vantaggi, quando i calabresi annullano tre set ball ai bianchi di Stoytchev ed alla prima occasione chiudono. Nel secondo set è praticamente Kaziyski contro Vibo Valentia: dopo aver tenuto il 100% in attacco per un set e mezzo sempre lui firma il break dell'allungo e sempre il bulgaro trova i due ace consecutivi del 20-13 che sigillano il parziale. Nel terzo set è ancora battaglia pura palla su palla (13-13 e 17-17), Stoytchev toglie Winiarski e Piscopo per Della Lunga e Riad ma a firmare il break è lo scatenato Contreras prima e poi Diaz che trova l'ace del 19-22. Vibo si porta avanti, ma nel quarto set un Vissotto in crescita continua ed il solito Kaziyski trascinano avanti l'Itas (14-10). Ma fra gli errori di una Itas pasticciona ed un Raphael ispirato arriva il parziale di 1-6 che permette alla Tonno Callipo di mettere la freccia (15-16). Finché nel finale un ottimo Vissotto va a insidiare il premio di Mvp del match di Kaziyski portando la gara al quinto set. Dove si arriva ancora ai vantaggi e dove a fare la differenza è un battito di ciglia: una difesa di Trento che poi con Winiarski stampa la palla del 17-15 con sopra impressa la parola "semifinale". Dove affronterà una fra Cuneo e Montichiari.