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A Collecchio i re di Le Mans La favola di due ingegneri 30enni
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I segreti della 24 ore di Le Mans nascono a 12 chilometri da Parma. A località Stradella di Collecchio c’è un piccolo capannone con grandi progetti. E’ lì che due giovani ingegneri, trentenni, ex dipendenti della Dallara, stanno dando vita alla seconda e più importante casa automobilistica parmigiana di quella grande “motor valley” che è l’Emilia, terra di Ferrari, Maserati e tante altre. Mario Saccone e Nicola Scimeca del resto, con le loro intuizioni, sono arrivati ad occuparsi del 60% delle vetture che corrono a Le Mans. Sono i maghi dei telai, del carbonio e dei crash box. Tutto merito di quella esperienza “che ci siamo fatti crescendo nella Dallara” racconta Nicola. Ma ora è iniziata una nuova sfida.FOTO LE IMMAGINI DEI PROTOTIPI
Già, unendo le forze infatti i due ingegneri hanno deciso di lasciare l’Ingegnere, quello con la I maiuscola, Gianpaolo Dallara, e tentare la via della costruzione in proprio. “All’inizio Dallara ha storto un po’ il naso, ma ora ci siamo chiariti e collaboriamo insieme, c’è un bel rapporto. Anche perché non possiamo essere in competizione, noi siamo ancora molto piccoli”. Piccoli sì, ma dal 25 aprile sempre più competitivi: sabato infatti, con ospite d’o nore Guido Cappellini, 9 volte campione della F1 Boat Champion, inaugura la Ycom, casa di progettazione, consulenze e costruzione di materiali compositi. “La nostra avventura è nata nel 2008 ma ora con una sede più grande e sette dipendenti, fra cui molti giovani, alcuni anche provenienti dall’Università di Parma – dice Nicola, 34 anni (il socio Mario ne ha uno in più) – siamo pronti ad espanderci” .
Ycom lavora con Audi, Epsilon Euskadi, progetta macchine per il campionato Stock brasiliano e, soprattutto, si occupa di consulenza e progettazione per la 24 ore di Le Mans. “Abbiamo partecipato alla realizzazione di un sogno con Audi, occupandoci del telaio e del modello R15. Sostanzialmente, a parte la Formula 1, ci occupiamo di qualsiasi tipo di auto. Il 60% dei prototipi Lmp1 che hanno corso nel 2008 a Le Mans aveva qualcosa di nostro”. L’azienda di Collecchio infatti lavora, vende e realizza parti di auto soprattutto per l’estero, giocando sempre il suo asso vincente: “ Sviluppo del carbonio e crash box. Ma in generale abbiamo ottenuto soddisfazioni anche con i prototipi testati i brasile, nelle corse. Diciamo che in quel che facciamo ci sentiamo bravi e competitivi, ma chiaramente siamo nati da poco e dobbiamo ancora crescere per puntare più in là”. Anche se da Stradella di Collecchio a Le Mans, auto permettendo, non si può dire che di strada non ne abbiano fatta.
Fonte: (repubblica.it) |
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