FORLI’, 24 maggio 2009 - Nella scala di difficoltà disegnata attorno all’ultima settimana del Giro, la Forlì-Faenza ha un valore intermedio. Non ha le pendenze brutali del San Luca, nè il chilometraggio della maratona appenninica che si chiuderà sul Monte Petrano lunedì. Eppure il giorno 14 di una corsa marchiata a fuoco da temperature agostane poggia sul possibile, nuovo, attacco alla rosa di Menchov.
quattro gpm — Tra chi ha speso tanto, come Di Luca, e chi è convinto che il Giro sia appena cominciato, come Basso, c’è un abisso sottolineato dalle frecciate che partono dal campo Lpr e vengono rispedite al mittente da quello Liquigas. E’ un altro motivo che arricchisce d’interesse i 161 chilometri di oggi. Il menu, complice il caldo, sarà indigesto. Per dirla alla Enrico Gasparotto: "Non c’è un attimo di tregua". Quattro i Gpm intervallati da discese molto tecniche: passo dell’Eremo (al km 54,8, 921 metri), colle Carnevale (72,1, quota 701), monte Casale (494) e per finire il Trebbio (585). L’ultimo tratto spiana per quasi 10 chilometri ma un gruppetto di attaccanti potrebbe anche sorprendere qualche uomo di classifica. Le medie di questi ultimi giorni sono state elevate: "Qualcuno - ha detto Pellizotti - può risentire di tutta questa fatica".