ANAGNI (Frosinone), 30 maggio 2009 - Il segnale della resa è posto in cima a un traguardo volante a Frosinone. Danilo Di Luca - che ha 18" da recuperare in classifica su Denis Menchov - si fa guidare da Alessandro Petacchi e ha come sempre sul collo il fiato del russo. L’immagine cristalizzata del Giro del Centenario però, cambia: la maglia rosa si sposta verso sinistra e sale a tutta, costringendo Petacchi a passare per primo. Risultato: 4" di abbuono a Menchov, 2" all’abruzzese.
MENCHOV SPRINT — "Non mi sarei mai aspettato di fare uno sprint così importante sul traguardo volante - ha ammesso il leader della Rabobank, al nono giorno da leader -. Danilo è così vicino che ancora non posso dire di aver vinto. C’è la crono, devo restare concentrato come ho fatto in quasi tre settimane". La versione della Lpr-Farnese sull’episodio corrisponde a un’ammissione di responsabilità: "Non ci aspettavamo che la strada fosse in salita", ha detto Fabio Bordonali. "Menchov mi ha anticipato, la visuale era ostacolata da alcune case, c’erano tante curve e ho perso i riferimenti", ha aggiunto Di Luca. Il Giro d’Italia dell’abruzzese e della sua squadra resta comunque più che positivo: "Ho vinto due tappe, una delle quali con la maglia rosa, ho addosso la maglia ciclamino e ho fatto più di quello che molti avevano pronosticato. Di solito arrivare secondo mi brucia, ma in questo Giro c’erano grandissimi campioni".
METRO DOPO METRO — Resta l’ultimo atto, la crono di Roma (14,4 km) nello scenario straordinario offerto da via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, via della Conciliazione, Colosseo. "Danilo deve lottare fino all'ultimo metro - sottolinea Stefano Garzelli -. È una crono con tante curve, e Danilo sa guidare bene in queste situazioni". Il russo che va forte a cronometro, in salita e sui traguardi volanti lo sa. Sorprenderlo sarà molto difficile.