E sono cinque. O meglio, cinquanta. Cinquanta volte Mark Cavendish con le braccia alzate a festeggiare una vittoria. Se consideriamo il fatto che il velocista dell'Isola di Man abbia solo 24 anni, questo numero diventa qualcosa di incredibile. Niente da fare per tutti gli avversari: quando la corsa termina in volata, non c'è nessuno in grado di mettergli le ruote davanti.
La 19esima tappa del Tour de France, che sembrava alla vigilia poter regalare spazio a qualcuno con la voglia di provare a partire da lontano, ha invece riservato il solito copione di praticamente tutte le tappe di questa edizione della Grande Boucle chiusesi in volata: Cavendish primo, e Hushovd secondo, che mantiene la maglia verde, ma che ora deve guardarsi dal non perderla proprio sul più bello (a Parigi, nell'ultima frazione di questo Tour, la resa dei conti, ndr).
Una frazione lunga, 178 i km in totale, con tre Gran Premi della Montagna (di cui uno, il Col de l'Escrinet, posto a pochi km dall'arrivo): questa l'altimetria di una tappa che, secondo molti, sarebbe stata impossibile da vincere per Mark Cavendish. E invece il velocista britannico ha stupito ancora una volta tutti, tenendo benissimo sull'ultima salita di giornata, un'ascesa di seconda categoria (non proprio il pane per un velocista) e che poi, come al solito, ha dettato legge sul suo campo preferito: la volata.
A completare l'ipotetico podio di giornata sono Hushovd, secondo, e Ciolek, terzo, ma senza mai dare l'impressione di poter competere con Cannonball, che si gode così la quinta vittoria parziale in questa edizione del Tour de France, la 18esima stagionale (l'anno scorso, complessivamente, furono 17) e la 50esima di una carriera che, a soli 24 anni, è destinata a riconoscerlo come uno dei velocisti più forti di sempre.
Prima dell'ennesimo acuto di Cavendish, la tappa si era accesa con l'attacco di 19 corridori intorno al km 40. C'erano anche Cadel Evans, David Millar, Arroyo, Popovych e il nostro Daniele Bennati tra gli attaccanti, ma la poca collaborazione tra i fuggitivi aveva impedito che la fuga decollasse. L'azione strappa applausi è quindi quella di Alessandro Ballan: il campione del mondo è partito a 5 km dalla vetta dell'Escrinet e, in compagnia del francese Lefevre, ha provato a trionfare in maglia iridata sulle strade del Tour. Il gruppo, però, guidato dai Milram e dal Team Columbia è rientrato sul corridore veneto della Lampre a un km dal traguardo, dove, ormai, sapete benissimo come è andata...