"Alberto ha ancora molto da imparare", ha detto lo statunitense Armstrong, che al Tour è salito sul terzo gradino del podio finale, al rientro dopo quattro anni di assenza dalle corse. Dopo le ultime dichiarazioni di Contador, che al suo ritorno a Madrid per le celebrazioni di rito aveva attaccato il suo ex compagno Armstrong e il team Astana di non avergli fornito il supporto necessario durante le corse, Lance Armstrong ha voluto replicare sul suo portale di Twitter: "Se fossi in Alberto Contador, smetterei di dire sciocchezze e comincerei a ringraziare la squadra. Senza di loro non avrebbe vinto".
"Ehi pistolero (il soprannome di Contador) - scrive Armstrong - Non esiste una 'I' nella parola 'team': cosa ho detto in marzo? Hai molto da imparare. Beh, lo confermo". Queste schermaglie si possono leggere come un duello tra atleti vincenti. Armstrong è nato per vincere e probabilmente anche Contador e la sconfitta, per uno che di Tour ne ha vinti 7 di fila e che non ha raggiunto l'ottavo (forse) proprio per la presenza del suo scomodo compagno di squadra, è difficile da accettare. Resta complicato credere però alle parole di Armstrong, quando dice che Contador ha vinto grazie alla squadra.
Lo spagnolo ha dato l'impressione di poter arrivare al successo da solo anche perché l'Astana si è dimostrata molto forte nei singoli ma non come squadra. Il texano è stato un un grandissimo campione, ha svolto un Tour di altissimo livello ma ora, dopo averle provate tutte per infastidire, intimidire e mettere sotto pressione il suo giovane rivale (forse erede), farebbe un grande gesto nell'applaudirlo. D'altronde parliamo di un fenomeno capace di vincere 4 corse a tappe su 5 partecipazioni, non male verrebbe da dire!