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Bolt vince i 200 "dormendo"
Alto, Di Martino in finale
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BERLINO (Germania), 18 agosto 2009 - Dopo i lunghi festeggiamenti seguiti allo stellare record del mondo sui 100, il giamaicano Usain Bolt si ripresenta in pista per il primo turno dei 200 metri. Schierato in quinta batteria, prima del via si esibisce nelle consuete scenette e mima l’atto di volere continuare a dormire. Evidentemente in queste notti ha “esagerato” un poco. Sembra che abbia festeggiato medaglia, record e premio in denaro in un McDonald. Come si sa al ragazzo piacciono pollo fritto e patatine. E poi, come ha rivelato lo scorso anno il padre, la sua velocità è dettata anche da una pietanza che contiene farina di manioca. Comunque in pista si è limitato ad una tranquilla sgambata, chiudendo in 20”70, ottavo tempo dei 32 qualificati. Il migliore di tutti è stato lo statunitense Crawford (20”60) con folate di vento contro di 1,5 metri al secondo. Una curiosità: degli otto finalisti dei 100, il solo Bolt si è ripresentato per la distanza doppia.
- di martino senza problemi — Antonietta Di Martino ha superato senza eccessivi problemi lo scoglio delle qualificazioni. È entrata in gara a 1.80, superandoli alla prima prova, così come 1.85. Un leggero tentennamento a 1.89, che l’ha costretta al secondo tentativo (“sono stata disturbata dalle folate di vento che mi soffiava contro”). A 1.92 e 1.95, poi è stata praticamente perfetta. “Nessuna difficoltà: 1.95 è una misura che faccio spesso anche in allenamento. Ora pensiamo alla finale. La croata Vlasic (nessun errore da 1.85 a 1.95), e la tedesca Friedrich (un solo salto a 1.95) sono su un altro pianeta…”. La Vlasic si è presentata in pedana con una nuova acconciatura per nascondere i sei punti di sutura che i medici le hanno applicato dopo che aveva sbattuto la testa contro lo stipite della porta in albergo. Lei stessa ha confermato che il taglio se lo è procurato mentre faceva balzi in camera. Alta 1.93, non facciamo fatica a crederle. Bene anche il veneto Matteo Galvan, impegnato nelle batterie dei 400 metri. Partito un poco lento, ha recuperato sul rettilineo finale, chiudendo al quarto posto con 45”86, primato personale. Approdato all’atletica come velocista e medaglia d’oro ai mondiali under 18 nel 2005, è poi passato al giro di pista con risultati più che lusinghieri. La maggior soddisfazione, per ora, è arrivata nell’inverno con l’oro della 4x400 ai Campionati Europei indoor di Torino. A luglio, poi, ha raggiunto l’argento, sempre nella staffetta del miglio, agli europei under 23 di Kaunas.
rogge difende bolt — Intanto continua a tenere banco il fenomeno Bolt. In questi giorni in tanti hanno avanzato dubbi sulle sue prestazioni, soprattutto dopo l'incredibile record del mondo sui 100 (9"58). In sua difesa oggi è intervenuto il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Jacques Rogge. In un'intervista al quotidiano belga Le Soir, Rogge ha affermato che "non ci sono ragioni per dubitare di Bolt. Come tutti gli atleti, è stato sottoposto a controlli, e ad oggi sono risultati tutti negativi".
schwab lo critica — C'è però chi critica l'atteggiamento di Bolt. E' il caso del velocista tedesco Stefan Schwab, che in un articolo pubblicato dal quotidiano Luebecker Nachrichten ha dichiarato di non apprezzare il comportamento del giamaicano. "Mette su una specie di circo, a mio parere manca di rispetto nei confronti degli avversari. Il fairplay è un'altra cosa", scrive Schwab, che nel primo turno dei 100 metri ha corso in 10"50 ed è stato eliminato. Già dopo i Giochi olimpici di Pechino, lo stesso Jacques Rogge aveva criticato i festeggiamenti "sopra le righe" di Bolt dopo le sue vittorie.
maratona senza azzurri — Ruggero Pertile non correrà la maratona dei Campionati del Mondo. La decisione, presa di comune accordo tra lo staff tecnico e sanitario azzurro, l'atleta e il suo tecnico, Massimo Magnani, è stata comunicata questa mattina dal direttore tecnico Francesco Uguagliati. Il maratoneta dell'Assindustria Padova soffre per il riacutizzarsi di un risentimento tendineo, tale da rendere difficile l'ipotesi di affrontare, con pieno rendimento, un impegno così complesso. "E' un peccato, mi dispiace per il ragazzo – dice Uguagliati - che si era preparato con giudizio, ma purtroppo non era rimasta altra scelta".
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