LAS VEGAS (Nevada, Usa), 20 settembre 2009 - Signore e signori, il re è tornato. A quasi due anni di distanza dall'ultima volta (vittoria per k.o. contro Ricky Hatton), e dopo un ritiro al quale in pochi hanno veramente creduto, Floyd Mayweather Jr. vuole riprendersi il posto che era suo, e cioè quello di miglior pugile “pound-4-pound” al mondo. La notte scorsa a Las Vegas, “Money” (o “Pretty Boy”, se preferite) ha portato a casa la vittoria numero 40 della sua carriera, e non ha ancora conosciuto l'amaro sapore della sconfitta. Non ha potuto nulla neanche Juan Manuel Marquez (50-5-1, 37 k.o.), tutt'altro che una vittima designata: il campione mondiale dei pesi leggeri versione Wbo e Wba ha accettato di salire di categoria per battezzare il rientro del 32enne Mayweather, senza nascondere la speranza di rovinargli la festa e quindi imporsi come uno dei più forti pugili del momento. Gli è andata male.
questione di peso — Il match, previsto al limite dei pesi welter (147 libbre), prevedeva una clausola contrattuale legata al peso (rimanere entro le 144 libbre), per evitare un eccessivo squilibrio tra i due (Mayweather ha combattuto anche come superwelter, contro De La Hoya, ed è abituato a colpi più pesanti). Mayweather, però, ha fatto registrare 146 libbre, e ha dovuto sborsare 600.000 dollari di penale (300.000 a libbra). Robetta, direte voi, rispetto alle borse alle quali ormai è abituato: 10 milioni di dollari il minimo garantito per lui per questo match, in attesa dei risultati del pay-per-view.
- dominio mayweather — Una differenza, quella di peso, che probabilmente è stata determinante in un match che è stato totalmente a senso unico: tutti e 12 i round sono andati agevolmente a Mayweather, che ha anche mandato al tappeto Marquez nel corso della seconda ripresa con un gancio sinistro. Il messicano, che ha avuto il merito di rimanere in piedi e finire il match, non è mai riuscito a risolvere la matassa tattica propostagli da Mayweather, splendido artista della difesa. Solo il 12% dei colpi tirati da Marquez, alla fine, sono andati a segno, contro la chirurgica precisione del suo avversario (290 volte a segno su 493 colpi, il 59%), bravissimo a tenere la sua distanza, a lavorare con il jab e non consentire mai all'avversario di spostarlo dal suo piano tattico. Alla fine i cartellini sono eloquenti: 120-107, 119-108 e 118-109. Cioè, un match senza storia.
tocca a pacquiao? — Ora Floyd, che negli ultimi due anni ci ha fatto vedere di tutto (dal match milionario con De La Hoya, al riavvicinamento con il padre-allenatore Floyd Sr., alle partecipazioni a trasmissioni come “Ballando con le Stelle” e comparsate nel wrestling Wwe, che ha mandato il suo famoso Triple H ad accompagnare Mayweather sul ring) è atteso da sfide molto interessanti: una gliel'ha lanciata direttamente un grande come Shane Mosley sul ring, subito dopo la fine del match. L'altra, quella che tutto il mondo della boxe si aspetta, contro quello che attualmente viene ritenuto il migliore al mondo “pound-4-pound”, Manny Pacquiao, che però prima dovrà vedersela contro Miguel Cotto. Come dicevamo, il re è tornato e forse è già abbastanza così, per generare maggiore interesse nei confronti di questo sport.
Fonte: (Gazzetta.it) |