Ha ammesso di aver fatto uso di doping. E non è da tutti. Ha spiegato anche il "quando e il come" si verificavano queste pratiche. Più volte - inoltre - ha ribadito di non voler smettere di correre, qualunque cosa possa accadere.
Il protagonista di questa ennesima triste storia del ciclismo moderno è Thomas Dekker, corridore olandese di appena 24 anni fermato per la positività all'Epo durante un controllo anti-doping del giugno scorso.
Considerato insieme a Gesink e Boom come una delle promesse del ciclismo orange, Dekker ha ammesso di avere fatto uso di sostanze proibite quando ancora correva per la Rabobank. Come già detto, Dekker ha anche spiegato alle autorità competenti il "quando e il come" succedevano queste pratiche; quello che manca è il "chi". Chi gli ha fornito la "roba"? Chi ha così tanta voglia di rovinare il ciclismo? Le domande - purtroppo - sono sempre le stesse...
Le contronalisi cui era stato sottoposto il campione di sangue prelevato al corridore hanno confermato la sua positività: Dekker rischia ora fino a quattro anni di squalifica. A dare la notizia è stato lo stesso avvocato di Dekker all'agenzia di stampa Anp.