Nella giornata di ieri, con l'accusa di "violazione delle norme paesaggistiche e urbanistiche", undici circoli sportivi (tra piscine, foreste, parcheggi, spogliatoi e palestre) frequentati dalle stelle del nuoto così come dall'alta società romana, sono stati sequestrati dalla magistratura capitolina.I sigilli sono scattati nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Roma sui presunti illeciti edilizi compiuti per la realizzazione degli impianti destinati all'organizzazione dei Mondiali di Nuoto Roma 2009.
Undici piscine sequestrate. Trenta persone indagate per abusi edilizi. Tra loro anche Giovanni Malagò, presidente del comitato organizzatore. Malagò è indagato in qualità di presidente del Circolo Canottieri Aniene amministrativamente responsabile del circolo Acqua Aniene, sequestrato oggi dal gip Donatella Pavone, su richiesta del pm della procura di Roma, Sergio Colaiocco. Secondo la procura le opere realizzate abusivamente, strutture terminate e già funzionanti, sono state costruite su un'area di proprietà comunale: area concessa per l'edificazione di un nuovo edificio, realizzazione di una piscina esterna e sistemazione di un parcheggio realizzato con uno sbancamento.
La Procura vuole far luce non solo sulle irregolarità contestate ieri, ma anche su presunti abusi commessi all'epoca della gestione dall'ex Commissario di "Roma 2009", Angelo Balducci, attualmente presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, per quanto riguarda la vicenda del "Salaria Sport Village" di Settebagni in cui sono state portate avanti opere di ampliamento per 160mila metri cubi con piscine e foresterie. Il circolo in questione fu realizzato anche dall'acquisizione di terreni agricoli in zona ritenuta dalla Procura "a rischio esondazione del Tevere".