MARANELLO, 5 novembre - Bridgestone, Honda, Bmw, Toyota. Non passa giorno senza che la Formula 1 non veda annunciare l'addio, un pezzo alla volta, di scuderie e fornitori importanti. Uno dopo l'altro. E se fosse un romanzo? Un giallo, anzi, il giallo per eccellenza? Come il capolavoro di Agatha Christie, 'Dieci piccoli indiani', spariscono dal mosaico del Circus tanti protagonisti, tassello dopo tassello. Ma, visto che non è finzione letteraria quella di cui si parla ma della punta di diamante dello sport automobilistico, è giusto attendere la fine della storia per scoprire il colpevole? Forse, si chiede la Ferrari sul proprio sito ufficiale, è meglio evitare di arrivare al termine, quando tutti i protagonisti sono ormai scomparsi. Forse è meglio fare chiarezza subito e comprendere quali siano i giochi di forza dietro le scelte che stanno impoverendo la F1. E forse Mosley regge ancora le fila del gioco, lavorando dietro le quinte della scena occupata per decine di anni, e la sua battaglia contro le case automobilistiche sta ottenendo, lentamente, i suoi risultati.
IL COMUNICATO - La casa automobilistica di Maranello lancia l'accusa: «La Formula 1 continua a perdere pezzi importanti: in dodici mesi hanno annunciato il ritiro la Honda, la BMW, la Bridgestone e, stamattina, la Toyota. Sostituite da Manor, Lotus (il nome, solo quello, perché del team di Colin Chapman, Jim Clark e Ayrton Senna, tanto per citarne alcuni, non c'è poi molto altro.), USF1 e Campos Meta. Dite che sia la stessa cosa, basta essere in molti seduti a tavola? Mica tanto, e poi bisognerà vedere se, l'anno prossimo in Bahrain saremo davvero così tanti sulla griglia di partenza della prima gara della stagione 2010 e quanti arriveranno alla fine dell'anno».
IL PERCHÈ - La Rossa, unica scuderia sempre presente in Formula 1, ha le idee chiare su cosa stia depauperando il patrimonio F1: «La realtà è che questo continuo stillicidio di defezioni è il risultato più di una lotta condotta contro i grandi costruttori automobilistici da parte di chi ha gestito la Formula 1 in questi ultimi anni che degli effetti della crisi economica».
LA CONCLUSIONE - Agire, muoversi, venire allo scoperto. Perché il pericolo è grande e forse sottovalutato. «Nel giallo di Agatha Christie, 'Dieci piccoli indiani', il colpevole si scopre soltanto quando tutti i personaggi sono morti, uno dopo l'altro. Vogliamo aspettare che accada lo stesso oppure decidiamo di scrivere il libro della Formula 1 con un finale diverso?»
Fonte: (Corriere dello sport.it) |