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Suns, la splendida dozzina
New Jersey al 15 k.o.
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NEW YORK (NY, Usa), 26 novembre 2009 – Phoenix è la miglior squadra dell'Nba con 12 vinte e 3 perse dopo il successo su Memphis propiziato da 28 punti di Amar'e Stoudemire. New Jersey alla 15ª sconfitta di fila col k.o. di Portland. Michael Beasley a 1” dalla fine permette a Miami di battere Orlando. James trascina Cleveland con 34 punti. Vittorie anche per Indiana, Boston, Denver, New Orleans (al supplementare), Dallas e San Antonio.
Indiana Pacers-Los Angeles Clippers 86-73 Senza la star Danny Granger, fermato da una distorsione al ginocchio sinistro, Indiana (6-7) riesce comunque a battere i Clippers (6-10), interrompendo una striscia di 4 sconfitte consecutive. Pacers attenti con sole 7 palle perse, Clippers disastrosi dal campo (32,2%) e col minimo stagionale in attacco, con i soli Baron Davis (25 punti, massimo stagionale eguagliato), Camby (21 rimbalzi) e Kaman (sottotono con appena 10 punti) in doppia cifra. Ospiti avanti 43-34 alla fine di un primo tempo in cui le due squadre faticano al tiro (33% per i Clippers, 30% per i Pacers con 3/11 dall’arco). Dahntay Jones e Troy Murphy fanno cambiare marcia, regalando il primo vantaggio della serata a 2’ dalla terza sirena (55-54) e alimentando il 17-5 con cui Indiana inchioda i Clippers negli ultimi 6’16” di gioco, dopo che si esaurisce la vena di Davis. “E’ stata una brutta sconfitta – commenta Mike Dunleavy, coach dei Clippers -. Non possiamo rigiocare la partita, quindi guardiamo avanti”. Indiana: Murphy 18 (5/8, 2/7), Jones 18 (5/16, 1/3), Head 14. Rimbalzi: Murphy 11, Rush 11. Assist: Ford 6. LA Clippers: B. Davis 25 (8/15, 3/4), Camby 15, Kaman 10. Rimbalzi: Camby 21. Assist: Camby 3.
- Boston Celtics-Philadelphia 76ers 113-110
Nel segno di Paul Pierce. Il capitano firma 27 punti, regalando ai Celtics (11-4) la terza vittoria nelle ultime quattro gare e ai Sixers (5-10) la quarta sconfitta consecutiva. “Penso che stasera sia stata la voglia di Paul Pierce a guidarci – ha confidato a fine gara Kevin Garnett -. Lui e Rondo hanno messo dentro tiri importanti”. Il play ha dato il suo contributo con 8 dei suoi 10 punti nell’ultimo parziale, alimentando il break che ha consentito a Boston di superare un 5/22 dall’arco messo insieme nei primi tre quarti. Gli ospiti, senza gli infortunati Lou Williams e Elton Brand, tirano 13/20 dall’arco senza riuscire a sfruttare la serata da 25 punti, 9 rimbalzi e 9 assist di Andre Igoudala. Sixers a +6 (85-79) a fine terzo quarto con Kapono e Green scatenati dalla panchina dopo un primo tempo equilibrato. Pierce fissa la parità sull’87 2’ dentro l’ultimo parziale, poi i Celtics scappano con un 15-5 alimentato da 6 punti di Rondo che vale il 102-92 a metà parziale. Igoudala nel finale riporta i Sixers fino a 108-109 a 4” dalla fine, ma Boston dalla lunetta si assicura il successo. Boston: Pierce 27 (7/8, 3/7), Garnett 19, Allen 18. Rimbalzi: Perkins 8. Assist: Rondo 7. Philadelphia: Igoudala 25 (6/14, 2/4), Kapono 20, Green 18. Rimbalzi: Dalembert 9, Igoudala 9. Assist: Igoudala 9.
- Orlando Magic-Miami Heat 98-99
Michael Beasley è l’eroe della serata per Miami. La seconda scelta del draft 2008 arpiona un rimbalzo offensivo a 1.6 secondi dalla fine, regalando agli Heat (9-5) la seconda vittoria consecutiva. “Quando la palla mi ha toccato la mano ho pensato solo a schiacciare” ha raccontato l’ala di Miami, contestato dagli avversari per un possibile tocco alla retina nel canestro decisivo non visto dagli arbitri. Orlando (11-4) interrompe la serie di 5 successi di fila in una gara che sembrava in grado di vincere, grazie alle 14 triple (su 31) messe a referto, ai 25 punti dell’ex Jason Williams e agli 11 punti di vantaggio (86-75) accumulati a 7’58” dalla fine. Ma i Magic non sono riusciti a contenere Dwyane Wade, che ha trascinato gli Heat segnando 16 dei suoi 24 punti nel parziale conclusivo. Flash infila 14 punti in meno di 3’ nel break che porta Miami avanti 91-86 con 5’04” da giocare, ma Orlando con Carter e Howard acciuffa la parità sul 95 a 51” dalla sirena. L’ex Nets da tre porta avanti i suoi a 14” dalla fine, ma Haslem accorcia. Subito dopo Jones spedisce in lunetta Williams che sbaglia entrambi i tentativi. Con 8” da giocare Miami disegna il tiro del sorpasso per Wade che però sbaglia. Beasley si avventa sul rimbalzo e gela Orlando. Orlando: Williams 25 (5/6, 4/6), Carter 22, Howard 12, Anderson 12. Rimbalzi: Howard 16. Assist: Williams 8. Miami: Wade 24 (5/17, 1/5), Jones 16, Beasley 15. Rimbalzi: O’Neal 16. Assist: Wade 6.
- Detroit Pistons-Cleveland Cavaliers 88-98
La quinta gara di fila sopra quota 30 punti di LeBron James basta ai Cavs (11-4) per battere Detroit (5-10). Il Prescelto firma 12 dei suoi 34 punti nel primo quarto, contribuendo al 28-19 Cavs (per la sesta gara consecutiva senza Shaquille O’Neal), che grazie a Gibson e Williams si trasforma in 60-42 all’intervallo. Detroit, che chiude tirando 31/79 dal campo, gioca la ripresa senza l’infortunato Ben Gordon (distorsione alla caviglia sinistra), riuscendo ad accorciare il divario con un 12-4 firmato Stuckey (25 punti per il play) che vale l’88-93 a 1’13” dalla sirena. Ma James e Williams dalla lunetta tengono al sicuro Cleveland, giunta all’ottava vittoria nelle ultime 9 gare. Per i Pistons invece è la sesta sconfitta di fila. “LeBron ci ha consentito di chiudere la partita attaccando il canestro come solo lui sa fare – ha detto a fine gara coach Mike Brown -. Detroit ha giocato duro su di lui e gli arbitri non hanno fischiato tutto, ma lui ha continuato ad attaccare”. Detroit: Stuckey 25 (7/14, 1/2), Villanueva 19, Maxiell 10. Rimbalzi: Wallace 9. Assist: Bynum 5. Cleveland: James 34 (11/20, 1/4), Williams 14, Parker 13, Gibson 13. Rimbalzi: James 8, Varejao 8. Assist: Williams 8.
Minnesota Timberwolves-Denver Nuggets 111-124 Basta un gran primo tempo a Denver (11-4) per infliggere a Minnesota (1-14) la quattordicesima sconfitta consecutiva, che per i TWolves significa la peggior partenza della loro storia. “Ho detto ai miei giocatori di essere molto deluso da loro sia nell’intervallo che a fine partita – ha detto Kurt Rambis, coach di Minnesota -. Non ci hanno messo passione ed energia”. Anthony firma 22 punti, portando a 15 la sua striscia di gare sopra quota 20 punti, miglior realizzatore di una squadra che manda sette giocatori in doppia cifra (compresi Andersen e Smith dalla panchina) e può permettersi 19 palle perse. Ai padroni di casa non basta la prima doppia doppia in carriera di Brewer (22 punti e 13 rimbalzi) per raddrizzare una serata con il 21,1% da tre e 9 errori su 28 tentativi dalla lunetta. Denver domina il primo tempo, chiuso avanti 62-42. Minnesota prova a rientrare con 37 punti nel terzo quarto, massimo stagionale in 12’, ma Denver ne fa 40 con 10 punti di Anthony e 14 di Billups e alla terza sirena Denver è avanti 102-79. L’ultimo parziale serve a Minnesota solo per rendere un po’ meno pesante il distacco. Minnesota: Brewer 22 (10/17, 0/1), Flynn 20, Hollins 19. Rimbalzi: Brewer 13. Assist: Sessions 6. Denver: Anthony 22 (5/9, 1/3), Billups 19, Nené 17. Rimbalzi: Nené 8. Assist: Nené 6, Lawson 6.
- New Orleans Hornets-Milwaukee Bucks 102-99 o.t.
Gli Hornets (7-9) sono imbattibili al supplementare alla New Orleans Arena. Contro Milwaukee (8-5) la franchigia della Louisiana fa 11 partite consecutive vinte in casa all’overtime. Per gli uomini di Jeff Bower, trascinati dai 27 punti di David West, si tratta del quarto successo nelle ultime cinque partite, mentre i Bucks sono alla seconda sconfitta consecutiva. I padroni di casa cominciano male la serata, tirando 4/22 dal campo fino a 8’25” dal riposo, con i Bucks già scappati sul 33-20. New Orleans aggiusta la mira e ricuce, anche se Milwaukee va all’intervallo avanti 47-39. Con Jennings in difficoltà (4/15 dal campo) tocca a Ridnour e Warrick (45 punti in due dalla panchina) fare gli straordinari, anche se New Orleans è tornata in partita. Bucks avanti 89-84 all’inizio dell’ultimo minuto, ma a 7” dalla fine la matricola Darren Collison (18 punti per lui) fissa la parità sul 91 che vale il supplementare. Jennings riagguanta i padroni di casa sul 99 pari a 27” dalla fine, ma Collison e Brown dalla lunetta fanno esultare gli Hornets. “Non importa se sei una matricola – ha detto a fine gara il rookie di New Orleans che non sta facendo rimpiangere l'infortunato Chris Paul -. Si tratta sempre di basket e chiunque può fare la giocata decisiva a fine partita”. New Orleans: West 27 (9/19), Collison 18, Brown 13. Rimbalzi: Okafor 13. Assist: Collison 8. Milwaukee: Ridnour 23 (8/11, 1/4), Warrick 22, Jennings 14. Rimbalzi: Warrick 10. Assist: Ridnour 10.
Houston Rockets-Dallas Mavericks 99-130 Incontenibile Dallas. I Mavs (11-4) tirano col 65,5%, chiudendo già nel primo tempo la sfida contro Houston (8-7), una gara in cui Jason Kidd diventa il secondo miglior assistman della storia Nba con 10.337. Irraggiungibile John Stockton a 15.806, come ammette lo stesso play 36enne: “Alcuni record sono fatti per non essere battuti – commenta Kidd -. Non credo che qualcuno ci riuscirà in tempi brevi”. Jason Terry con 27 punti e 10 assist firma la sua prima doppia doppia dalla stagione 2006/2007, con la panchina di Dallas che batte 68-62 i titolari per regalare ai Mavs la sesta vittoria nelle ultime 7 gare. Houston cade per la terza volta in 5 partite nonostante i 24 punti dalla panchina di Landry. I Rockets partono 15-2, poi segnano per l’ultima volta nel quarto inaugurale con Battier a 5’16” dall sirena (25-13), guardando Dallas mettere in fila un 26-0 con 10 punti di Terry che si ferma a inizio secondo quarto. Il miglior sesto uomo dell’anno passato e Thomas regalano ai Mavs il 68-51 all’intervallo, che manda la gara virtualmente in archivio. Dallas sfonda il +20 (83-63) con Nowitzki, poi consente ai Rockets di tornare fino a -12 (91-79 a 11’47” dalla fine), prima di dilagare con un 17-6 finale firmato dalle riserve. Houston: Landry 24 (9/11), Ariza 20, Scola 15. Rimbalzi: Scola 7, Hayes 7. Assist: Lowry 7. Dallas: Terry 27 (6/7, 4/4), Nowitzki 25, Thomas 23. Rimbalzi: Nowitzki 8. Assist: Terry 10.
- San Antonio Spurs-Golden State Warriors 118-104
Decide Tony Parker. Il francese alimenta con 12 punti un break di 21-3 tra terzo e quarto parziale che consente agli Spurs (7-6) di spegnere i sogni dei Warriors (5-9), tenuti in corsa per tutta la partita dallo show di Monta Ellis, autore di 42 punti dopo i 37 messi a referto contro Dallas meno di 24 ore prima. “Preferirei segnare così tanto in una vittoria che in una sconfitta – ha detto il play dei Warriors -. Il successo era a portata di mano, ma abbiamo commesso degli errori e ci hanno punito”. La terza vittoria di fila di San Antonio (miglior serie stagionale) arriva tirando 51,8% dal campo e vincendo 41-34 la sfida a rimbalzo, con Golden State, sempre orfana del convalescente Don Nelson, che resta in partita fino a 3’52” dalla fine del terzo quarto, quando Moore firma il 78-77 Warriors. Due liberi di Parker danno il via al break che lancia gli Spurs sul 98-81 2’ dentro l’ultimo quarto. San Antonio controlla il ritorno ospite e può festeggiare. San Antonio: Parker 32 (10/18), Duncan 20, Mason 17. Rimbalzi: Duncan 10. Assist: Parker 7. Golden State: Ellis 42 (15/23, 1/2), Maggette 14, Randolph 12. Rimbalzi: Curry 7, Randolph 7. Assist: Curry 5.
- Phoenix Suns-Memphis Grizzlies 126-111
Amar’e Stoudemire e Steve Nash fanno di Phoenix la squadra col miglior record della lega (12-3). L’ala firma 18 dei suoi 28 punti stagionali nel terzo quarto, quando i Suns si scrollano definitivamente di dosso Memphis (5-10), il play aggiunge 16 assist e la franchigia dell’Arizona tocca 16 vittorie interne consecutive, rimanendo l’unica squadra Nba ad aver segnato almeno 100 punti in tutte le gare giocate. “Abbiamo fatto un gran lavoro per sfruttare i difetti della loro difesa” ha detto Stoudemire. Phoenix ha tirato col 61,9% dal campo, che sale al 73% non considerando i primi 18’. A Memphis non bastano i 24 punti di Randolph e l’aver vinto 49-29 la sfida sotto canestro raccogliendo ben 22 rimbalzi offensivi (10 del solo Randolph). Primo quarto equilibrato chiuso sul 27 pari, poi Phoenix scappa con un 11-1 negli ultimi 2’48” del secondo che vale il 60-49 al riposo. Stoudemire infila tutti gli otto tiri tentati nel terzo parziale e porta i Suns ad arrivare sul 98-77 alla terza sirena, mandando in archivio il match. Phoenix: Stoudemire 28 (13/18), Richardson 20, Barbosa 15. Rimbalzi: Richardson 5. Assist: Nash 16. Memphis: Randolph 24 (11/21), Gay 16, Young 14. Rimbalzi: Randolph 13. Assist: Williams 6.
- Portland Trail Blazers-New Jersey Nets 93-83
Nemmeno 32 punti (massimo in carriera) e 14 rimbalzi (10 offensivi) di Brook Lopez riescono a fermare la serie nera di New Jersey. Perdendo a Portland (12-5) i Nets incappano nella 15a sconfitta di fila, a due soli k.o. dalla peggior partenza di sempre nella storia della Nba (Miami 1988/1989 e Clippers 1999, nella stagione accorciata per lo sciopero). Portland invece continua a marciare spedito, con la decima vittoria nelle ultime 12 partite propiziata dai 18 punti di Greg Oden, per la seconda gara di fila miglior marcatore dei suoi, che hanno vinto le ultime sei partite disputate al Rose Garden. Padroni di casa a +12 nel secondo quarto (45-33), ma i Nets riescono a rientrare e ad andare al riposo sotto 49-44, con Lopez già a quota 16. Alston pareggia sul 54 a metà terzo quarto, ma Portland chiude con un 8-2 un parziale povero di punti (25 complessivi). Nove punti di Oden e triple di Fernandez nel quarto conclusivo rendono senza fine l’incubo dei Nets. Portland: Oden 18 (7/11), Roy 13, Aldridge 12, Fernandez 12. Rimbalzi: Przybilla 10. Assist: Miller 6. New Jersey: Lopez 32 (13/25), Douglas-Roberts 18, Hassel 10. Rimbalzi: Lopez 14. Assist: Alston 6.
Fonte: (Gazzetta.it) |
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