The end. L'era Mosley è finita. Ufficialmente finita con l'ultimo colpo neanche tanto a sorpresa del caso Renault-Nelsinho-Briatore. E non ci sono titoli di coda. Flavio è uno del Circus. Capitolo chiuso. E si cambia tristemente pagina. Tristemente perchè la formula uno non esce da questi ultimi anni nel migliore dei modi. Un ambiente non proprio pulito che per forza di cose finisce nel peggiore dei modi. Tra ricatti e vendette, lotte intestine e sentenze date e puntualmente rimangiate. A proposito, ci sono novità tecniche di una certa importanza. A proposito, ci saranno sfide tra campioni del mondo niente male. Ma forse, Fia permettendo ne riparleremo.
È sicuramente un colpo al cuore rileggere le pagine degli ultimi due campionati iridati. Di spettacolo ne abbiamo visto ben poco. Ripensiamo all'ultimo anno poi e non possiamo che dare ragione a Raikkonen e il suo amore per il rally. Di Parigi sappiamo tutto. Ma proprio tutto. La Corte, la Fia, gli avvocati. Degli eventi in pista forse sappiamo molto ma molto meno. Sappiamo di frustini e incontri hard del grande capo. Di regole fatte e pianificate a orologeria. Di grandi, anzi grandissimi affari. Roba di scuderie svendute a un euro. È troppo. Decisamente troppo. Diciamo che si è arrivati al collasso. E non poteva che finire così.
Peccato perchè l'era Mosley non è solo scandali e scanda-letti. Ricordiamo i numerosi passi avanti in fatto di sicurezza in pista dopo le tragiche morti di Senna e Ratzenberger. Immagini che riviste a distanza di anni fanno venire i brividi. Le scelte sono state giuste, azzeccate. La formula uno sconvolta ha saputo ripartire in grande stile e con qualche certezza in più. Abbiamo vissuto gli anni d'oro della Ferrari di Schumacher, la sorpresa Alonso e Hamilton. Non è andata poi così male. La crisi mondiale ha travolto anche il Circus, gli equilibri interni ed esterni a Fia e Fota hanno fatto il resto. Il castello è crollato tra concorsi di colpa e interessi di ogni tipo.
E quella del 2009 è una storia davvero triste. Inutile stare qua a ricordare e rimarcare. Con la decisione dell'annullamento della sentenza Briatore si è chiuso definitivamente il capitolo Mosley. Si è chiusa un'era. Un messaggio chiaro che la Fia, proprio la Fia, cerca di respingere più per orgoglio e credibilità, per diplomazia e ipocrisia che per convinzione. Mosley ha perso? No, hanno perso tutti. Ridicolizzato un mondo che di appassionati e tifosi ne aveva tanti. Difficile adesso riprendersi. E per una volta il mondo della formula uno farà meglio ad appoggiarsi ai talenti in pista. Si riparte, speriamo con maggior equilibrio. A vendetta consumata è ora di raffreddare i motori della politica e scaldare invece quelli delle monoposto, finalmente. Perchè in questo 2010 i presupposti per ripartire ci sono tutti ma proprio tutti. Ci sono scuderie interessanti, ci sono piloti che hanno fatto la storia e altri in grado di farla. Ci sono investimenti e regole che esalteranno abilità e intelligenza in pista.
Non sarà facile ripartire. A Jean Todt (e non solo) il compito di ricostruire ciò che sembra ormai perso. Personalmente sono ottimista. Troppo potenziale in pista. Forse siamo arrivati al finale. Amaro ma comunque finale. E voi che formula uno vi aspettate? Come ripartire? Analizzeremo le nuove regole e le scuderie in via di costruzione. Intanto limitiamoci a sognare una nuova stagione...