Giorgio Rocca fatica ad ammetterlo, ma sa benissimo che la sua carriera è giunta al termine. Prima del previsto, prima dell'ultima Olimpiade, per colpa di un maledetto infortunio subito in allenamento. "Lesione dell'adduttore della coscia sinistra" - recita la diagnosi, che non lascia speranze. Sarà necessario un mese e mezzo di stop. Il tempo per recuperare, forse, ci sarebbe ancora, ma nella sua ultima stagione da professionista Giorgio Rocca sognava di vivere un'Olimpiade da protagonista, per provare a vincere, e non solo partecipare. Carlo Gobbo ha sentito telefonicamente il campione di Livigno. Affranto per l'infortunio, ma pronto a ricominciare una nuova vita.
Giorgio, ti stavi preparando per lo slalom di Adelboden, spiegaci innanzitutto cosa è accaduto in allenamento a Domobianca
Su una curva a destra ho perso lo sci esterno, ho divaricato le gambe e nella spaccata ho sentito crac nella zona del bacino; altre volte mi sono trovato in situazioni simili, ma questa volta ho capito che l'infortunio era grave. La gamba si è gonfiata moltissimo durante il tragitto a Milano, poi ho effettuato la risonanza magnetica (all'Istituto Galeazzi, ndr) che ha stabilito uno stop di 45 giorni. C'è grande rammarico per quel che mi è accaduto. Quando ho visto il mio medico (il dott. Andrea Panzeri, ndr) sul corridoio gli ho detto 'Sei l'ultima persona che avrei voluto incontrare in questi ultimi mesi'...Anche lui era molto dispiaciuto
Il tuo rammarico è ancor più grande ripensando a come stava andando la preparazione in vista delle Olimpiadi: sentivi che c'erano le giuste sensazioni per poter fare bene a Vancouver, eri molto fiducioso, non è così?
Certo, con l'avvicinarsi dei Giochi Olimpici è normale preparare le gare con sempre maggiore determinazione, è stato così fino a ieri...Mi dispiace molto, anche per tutti quelli che hanno lavorato con me. D'altra parte questo fa parte dello sport, sono cose che possono capitare e devi metterle in preventivo. Prima, però, reagivo in modo costruttivo, sapendo che avevo tempo per recuperare, ora invece so che la mia stagione è conclusa
Come stai adesso?
Zoppico vistosamente, faccio fatica a muovermi, non riesco neanche a farmi la doccia...
Ci sono speranze di vederti ugualmente alle Olimpiadi?
Ora dovrò fare un altro consulto con Panzeri, lunedì ne sapremo qualcosa di più, Ma io non voglio forzare i tempi, il mio fisico deve recuperare, già mi ritrovo con un ginocchio che ha subito diversi infortuni in passato. Anche se riuscissi a recuperare per Vancouver, ci arriverei in condizioni precarie
Ieri sera mi hai confidato di aver paura...
Eh sì, perché da oggi per me inizia una vita diversa rispetto a quella che ho sempre fatto, non più da sportivo ma da persona 'normale', da padre di famiglia. E poi dovrò incominciare una nuova attività professionale, non è facile...
Nella tua carriera hai conquistato 11 vittorie in slalom, una coppa del mondo di specialità, tre bronzi mondiali, e ha avuto l'onore di leggere il giuramento olimpico a Torino: devi essere orgoglioso di quello che hai fatto
So di aver fatto grandi cose, questo per me è molto importante, smetto con la consapevolezza di aver fatto tutto quello che potevo. Purtroppo ho raccolto meno di quel che ho seminato, capita anche agli agricoltori di non riuscire a raccogliere tutti i frutti del loro lavoro! Nonostante tutto, sono contento della mia carriera
C'è grande tristezza anche per il tuo skiman Reinold Brugger, per il direttore tecnico Claudio Ravetto, per tutto il tuo staff e il tuo nuovo sponsor
Sì, avevo iniziato con fiducia questa stagione, è un peccato, una brutta notizia anche per i giovani che vogliono avvicinarsi a questo sport, perché c'è sempre il rischio di farsi male, noi sciatori siamo sottoposti a molte sollecitazioni; questo mette in difficoltà i genitori che magari devono decidere se far praticare lo sci ai loro figli
Hai deciso comunque di restare con il gruppo e di raggiungere i compagni di squadra ad Adelboden. Questo ti fa onore
Sì, perché spero di poter dare una mano ai più giovani, voglio restare in questo mondo, e se proprio devo separarmene, non voglio farlo in modo brusco, ma gradualmente.