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Mourinho pro-Ferrara: «Tecnici sotto tiro» ?>
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MILANO, 27 gennaio - Inter e Juve si ritrovano domani in Coppa Italia con un Ferrara sempre più in bilico, e Josè Mourinho commenta i tanti cambi di tecnici avvenuti quest'anno in serie A: «In Italia un allenatore che inizia e finisce il campionato sulla stessa panchina non è un allenatore, ma un eroe».

SPECIE PROTETTA - «Se guardo - riflette Mourinho - da quando sono arrivato in Italia quanti allenatori sono gli stessi sulla stessa panchina, ne conto al massimo 5-6, Gasperini, Prandelli, Allegri e forse me ne dimentico al massimo uno o due, e questa è una cosa assolutamente incredibile. Un allenatore non può innovare, deve sopravvivere e questa è una cosa incredibile». Mourinho assolve gli allenatori italiani perché «di certo non è colpa loro che sono bravi e di qualità. Forse ci sono troppi soldi nel calcio e i club hanno i soldi per pagare tanti allenatori». Per quanto riguarda la situazione di Ciro Ferrara, suo avversario domani con la Juventus nel quarto di finale di Coppa Italia, Mourinho spiega che «tutti i tecnici vivono momenti belli e altri più difficili e in questo momento Ferrara non vive una situazione facile».

PRECISAZIONI - Nessuna polemica, ma qualche precisazione sull’arbitraggio di Rocchi sì. La vigilia del match di Coppa Italia tra Inter e Juventus, José Mourinho l’ha sfruttata per mettere in guardia la squadra sulle difficoltà della sfida contro i bianconeri, lodati per il loro organico di qualità, ma anche per sottolineare il differente trattamento che il direttore di gara nel derby ha riservato a Borriello e Sneijder. Cosa ti senti di dire su quello che è accaduto domenica? «Ho ricevuto un altro regalo di compleanno dopo quello dello scorso anno 26 gennaio quando mi hanno squalificato - scherza il tecnico nerazzurro -. Sneijder non lo avrei fatto giocare in Coppa Italia, i quarti e l’eventuale semifinale con la Fiorentina. Così non giocherà in campionato contro il Parma e il Cagliari, ma spero giochi i prossimi due impegni di Coppa. Avrei preferito giocasse in campionato, ma è così. Sapevo che c’era una protezione regolamentare per l’espulsione di Rocchi perché un applauso è una squalifica con due giornate, ma mi sono emozionato quando lui ha carezzato la faccia di Borriello che gli dice di tutto, mentre nel primo tempo aveva espulso Sneijder. Ho visto la partita diverse volte e quell’immagine in tv è stata veramente bella».

TANTI AUGURI - Si comincia parlando degli oltre 20 mila messaggi di auguri a Inter Channel per il suo compleanno: «Sono molto belli - dice a questo proposito Mourinho -. Non ne ho letto neppure il 10%, ma mi piace tanto. Chissà, forse hanno scritto un po’ più di persone perché abbiamo vinto ed è un momento bello per l’Inter e gli interisti. C’è empatia con i tifosi, grazie a tutti perché è bello».

LA SFIDA DI DOMANI - A proposito della sfida di domani e di un possibile ricorso al turn over, ecco come la vede lo Special One: «Turn over con la Juve? Forse non è la parola giusta. C’è chi merita di giocare e per mia scelta non gioca perché non faccio tanti cambi. Toldo gioca domani perché merita, ma non abbiamo tante opzioni per fare turn over. Sono tutti convocati, i non convocati sono perché sono infortunati. Mancini ha avuto un problema al ginocchio stamani, Eto’o arriverà oggi e vedremo se sarà disponibile a giocare domani. Balotelli merita di giocare in Coppa Italia? Sì e giocherà. Non ha giocato l’ultima partita per opzione tattica, ma ha fatto bene nelle ultime partite. È stato deluso in panchina, ha sofferto per la squadra e quando ha avuto bisogno ha dato tutto, ha fatto quello che doveva, sono soddisfatto. A volte in 10’ un segnale positivo, a volte in 90’ negativo. Merita di giocare quella partita. Toldo, Lucio, Sneijder e Balotelli giocheranno… ve ne mancano 7».

RISPETTO - Quanto a un presunto disinteresse per la Coppa Italia da parte sua, Mourinho smentisce recisamente: «Ho sempre rispettato la Coppa Italia - afferma - forse perché arrivo da una cultura diversa. Lo scorso anno abbiamo sempre giocato con squadre importanti, ma non facendo giocare tutti Primavera. Quest’anno tutte le squadre pensano in modo diverso e schierano formazioni competitive. Non a caso alla fine stanno arrivando squadre importanti. La Fiorentina è arrivata alla semifinale giocando con la prima squadra, idem la Roma contro il Catania. Poi ci saranno Inter o Juve e Milan o Udinese… La Coppa sta diventando importante e questo mi piace. Non mi aspetto San Siro pieno e non sarà la stessa emozione come quando la Juve tornerà a giocare qui in campionato, ma Inter-Juve sarà sempre Inter-Juve».

FRASI INCRIMINATE - Dopo il derby vinto sul Milan, Mourinho ha lanciato pesanti dichiarazioni sulle storture del calcio italiano. Quando gli viene chiesto un chiarimento, se ne esce con una frase sibillina: «Il campionato oggi è anche mio, m tra 2-3-4-5-10 anni sarà vostro e per questo dovete essere voi a pretendere che tutto vada bene».

BENITEZ - In Inghilterra c’è la tendenza a chiamare gli allenatori italiani dopo Capello, mentre in Italia circola il nome di Benitez proprio per la panchina della Juve. Che ne pensa Mourinho di lui in Italia? «È un grande allenatore e può allenare in qualsiasi paese. E come i grandi giocatori riesce subito ad adattarsi e a fare bene».

INCITAMENTO - Durante il derby Mourinho ha invitato platealmente il pubblico a sostenere l’Inter. Un gesto non molto comune, che il portoghese spiega così: «Un allenatore durante la partita può anche essere allenatore e trascinatore dei tifosi. C’è una cosa che non mi piace, anche se ringrazio: che i tifosi urlino il mio nome. Io non gioco, non ho bisogno di appoggio e di forza, non ho bisogno che il dodicesimo uomo mi spinga per dare qualcosa di più. I giocatori invece domenica ne avevano bisogno e ho pensato che la mia squadra avesse bisogno di spinta. Così ho incitato il pubblico che ha risposto in modo molto positivo e i giocatori sono arrivati fino alla fine».

RISCHI - Che rischi ci sono dopo il derby a giocare una partita di Coppa? «La difficoltà di una squadra di giocare due partite così importanti a livello di concentrazione e di capacità fisico-mentali - risponde -. Domani non so in che condizioni saremo. Dobbiamo poi dimenticarci che non siamo 16 punti avanti alla Juve come in campionato perché abbiamo 0 punti più della Juve in Coppa Italia e le stesse possibilità di vincere la Coppa. È una partita difficile contro una squadra con giocatori di qualità. Loro hanno la possibilità di vincere la Coppa Italia o l’Europa League. Quest’ultima per chi viene dalla Champions non è un successo. È una squadra di qualità e quando la studio, anche se non gioca Trezeguet o qualcuno degli infortunati, noto che ci sono elementi di qualità. Rispetto la Juve e credo sarà una partita difficile».

L’IDOLO - Qualcuno paragona Mourinho a Herrera. Di certo i tifosi dell’Inter lo adorano. Ma il portoghese non vuole fare confronti: «Non si può paragonare la Ferrari di ieri con quella di oggi - dichiara -. Ci sono allenatori che hanno fatto vincere all’Inter il campionato, ma solo uno ha fatto vincere all’Inter la Coppa dei campioni. Il mio rapporto con il club è lo stesso, sa che a me piace vestire la maglia e difendere il mio club. Mi paragonano ad Herrera, ma chi mi conosce sa che dopo una vittoria non mi piace esaltarmi».

ETO’O - Mourinho parla anche del ritorno di Eto’o a Milano dopo la Coppa d’Africa: «Eto’o? Nell’Inter è stato a riposo da un mese e ha lavorato con la nazionale. A noi ha dato niente. Deve iniziare a dare come ha dato prima che partisse. Oggi pomeriggio sarà in ritiro e poi valuteremo nell’allenamento di domani mattina come sta. Valuteremo anche il piccolo infortunio prima dell’ultima partita. Non posso dare vacanze a un giocatore: siamo pochi e abbiamo bisogno di tutti. Ha rivisto Santon nel derby ai livelli dello scorso anno? Ha fatto una partita che mi è piaciuta tanto. Era preparato psicologicamente, fisicamente è arrivato alla fine senza nessuna stanchezza. Mi è piaciuto tanto, è stato tranquillo, equilibrato e la squadra ha bisogno di lui perché non c’è Chivu, Zanetti deve giocare a centrocampo. Il terzino sinistro va scelto tra lui, Cordoba, Samuel e Muntari, ma lui è l’unico che ha certe caratteristiche. Se gioca così bene».

MERCATO - Tra Veloso e Hernanes chi le piace di più? «Sono due situazioni difficili che non vanno nella direzione che l’Inter vuol seguire adesso - risponde Mou -. Veloso è importante nello Sporting, che è in corsa per le Coppe e per conquistare la Champions League del prossimo anno. Lo Sporting non lo manderà in prestito e l’Inter non lo acquisterà. Lo conosco meglio di Hernanes che comunque è un buon giocare. Senza Vieira abbiamo perso un equilibrio di numeri. A gennaio però ci sono mancate tante cose, per infortuni, squalifiche e altro, eppure la squadra con più o meno difficoltà risponde in modo positivo. Non è un dramma, è una situazione difficile che possiamo superare anche se non arriva nessuno. Stiamo lavorando sulla possibilità di fare qualcosa, senza pazzie».

BRASILIANI - Baptista per lei è un centrocampista? «Ha avuto una trasformazione nella sua carriera. Quello nel Siviglia è un giocatore diverso da quello di oggi e diverso è anche quello di Real Madrid e Arsenal. Solo lui può dire dove è più felice di giocare. Per me è un giocatore che può fare più ruoli in una squadra. Lucio? Ci sono giocatori che nelle partite piccole sono fenomeni e nelle partite grandi si nascondono dietro il guardalinee. Lucio quest’anno ha fatto partite con errori contro Atalanta e Kiev, ma pensate nei due derby, a Kiev e nelle partite decisive avete visto il miglior Lucio. Mi piace chi nelle partite importanti è sempre lì. In questo senso lui è spettacolare».


Fonte: (Corriere dello sport.it)

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