ROMA, 6 febbraio - Claudio Ranieri sulle tracce di se stesso, Fabio Capello e Nils Liedholm. Che, semplicemente, sono i due allenatori che ha hanno vinto lo scudetto in giallorosso nel dopoguerra. Un filotto di diciotto partite consecutive senza sconfitte, un filotto che assume contorni ancora più importanti considerando che di queste diciotto, quindici sono le vittorie e tre i pareggi, sui campi di Inter, Samp e Cagliari dove la Roma si fece rimontare due reti nei minuti di recupero. Un’escalation straordinaria che ha rilanciato la Roma in classifica salendo sino al secondo posto ( il Milan ha una partita in meno), l’ha portata ai sedicesimi di finale di Europa League e, dopo la sfida d’andata di giovedì sera all’Olimpico contro l’Udinese, a un passo dalla sedicesima finale di coppa della storia romanista. Numeri che, oggi come oggi, anche se a debita distanza, le attribuiscono il ruolo di anti- Inter. Dicevamo Ranieri come Capello e Liedholm. Lo dicevamo perché per ritrovare una Roma in grado di non perdere per così tanto tempo, l’ultima sconfitta sul campo dell’Udinese, in campionato, è datata 28 ottobre dello scorso anno, 104 giorni fa, bisogna risalire all’ultimo Capello giallorosso, stagione 2003- 04, una Roma che rimase imbattuta sino alla sosta natalizia, venti partite utili consecutive, quindici vittorie e cinque pareggi. Con tanto di primo posto in classifica, il tutto gelato alla ripresa del campionato, sei gennaio, il Milan che passa all’Olimpico cominciando a colorare lo scudetto di rossonero. Liedholm fece ancora meglio, la sua Roma, nella stagione 1980- 81, arrivò a centrare la bellezza di ventisei risultati utili consecutivi, interrotti dalla sconfitta ai calci di rigore nella finale di coppa Italia contro il Torino, senza quella sconfitta che poi sul campo altro non era che un pareggio, il Barone proseguì anche nella stagione successiva arrivando sino a 34 partite senza sconfitte. Altri tempi, altro calcio, non sarà facile per Ranieri arrivare a questi numeri, ma certo che, almeno a livello di media punti, non si è mai vista una Roma così. Cosa che è resa ancora più evidente anche dai numeri dei gol, fatti e subiti, dalla squadra giallorossa in questo periodo, trentaquattro quelli messi a segno ( con la bellezza di 15 marcatori diversi: Vucinic capocannoniere con 6 reti, poi Totti 5, Perrotta 4, Riise 3, Okaka, Brighi, Cerci, De Rossi, Toni 2, Cassetti, Scardina, Burdisso, Pizarro, Baptista e Mexes 1), quasi una media di due a partita, appena undici quelli subiti, meno di uno ogni novanta minuti, una cifra che può essere solo garanzia di risultati positivi e che dimostra come il lavoro svolto dall’allenatore sulla solidità difensiva della Roma abbia raggiunto l’obiettivo dichiarato quando Ranieri sbarcò a Trigoria.
Fonte: (Corriere dello sport.it) |