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La Juve stecca ancora
A Livorno finisce 1-1
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LIVORNO, 6 febbraio 2010 - La Juventus non riesce proprio a ingranare. Neanche con Zaccheroni in panchina. I bianconeri giocano male e pareggiano in rimonta a Livorno, 1-1. Reti di Filippini e Legrottaglie. Nel giorno del lancio del nuovo modulo: quello con la difesa a 3. Ma non basta. La Vecchia Signora soffre tanto, troppo, un Livorno tonico, che forse ai punti avrebbe addirittura meritato qualcosa di più, rendendosi pericoloso fino al 94'. E per la Juve questa stagione sciagurata continua, dunque, per i tifosi dei bianconeri sembra un'infinita seduta dal dentista, più che davanti alla televisione. L'ultima vittoria di campionato risale alla Befana, contro il Parma, la classifica parla di sesto posto.
rivoluzione tattica — Quella di Zaccheroni. Che per la prima volta dopo Calciopoli presenta una Juventus con la difesa a tre: tutta azzurra, formata da Cannavaro-Legrottaglie-Chiellini. Per il resto Grosso viene preferito a De Ceglie come esterno sinistro, davanti Del Piero accanto ad Amauri. Livorno senza l'infortunato Pieri, al suo posto Vitale. In porta il nuovo acquisto Rubinho, davanti Bellucci fa compagnia a Lucarelli.
- bel livorno — Che parte forte, convinto. Ringalluzzito dal pari di San Siro con il Milan. Sfiora il vantaggio con Pulzetti, lo trova, di testa, su cross da sinistra di Vitale, con Filippini, e siamo alla notizia, vista l'altezza e le caratteristiche del centrocampista. I toscani vanno addirittura vicini al raddoppio con Bellucci.
pari legrottaglie — La Juve fatica a reagire. La manovra non decolla, con Felipe Melo che fatica a impostare davanti alla difesa e gli esterni Caceres e Grosso che non spingono più di tanto. Diego tocca pochi palloni, le punte sono poco assistite. E allora il pari non può che arrivare su palla inattiva. Su punizione spiovente di Diego, corretta in rete di testa da Legrottaglie, rilanciato titolare dal cambio di modulo di Zac. Il difensore sembra in fuorigioco, ma è questione di centimetri e diffiicile da diagnosticare, in mischia. All'intervallo è 1-1. Con il Livorno che può recriminare qualcosa.
- ripresa confusa — La Juve rumina gioco, il Livorno cerca di ripartire in contropiede. In pratica, però, la gara è spezzettata, tante mischie e altrettanti falli, di manovra fluida non c'è neanche l'ombra. Sarà l'ansia da punti. O che il momento della Juve è da minimi storici. Esce Cannavaro, acciaccato, dentro Zebina. Poi è il turno di De Ceglie, che prova a dare più verve a sinistra di Grosso. Ma la Juve non riesce a forzare i tempi. E l'occasionissima capita al Livorno. Filippini, ancora lui, mette di poco alto da ottima posizione dopo una percussione di Pulzetti. Livorno vicino al 2-1.
espulso felipe melo — Nel finale il brasiliano, autore di un'altra prestazione deludente, viene cacciato per doppia ammonizione dopo un fallo veniale, ma gratuito su Diniz a metà campo. Finisce con il cambio Del Piero-Giandonato, che dice tutto. E il Livorno si gode il suo punticino meritato.
Fonte: (Gazzetta.it) |
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