MILANO, 2 settembre 2008 - Si era cacciato nei guai, Tripp Isenhour. Durante la registrazione di un programma televisivo, il golfista del circuito pro' statunitense aveva colpito, uccidendolo, un uccello. Peccato che si trattasse di una poiana dalle spalle rosse, specie rarissima e protetta, in Florida; dove, per l'appunto, Tripp si trovava lo scorso dicembre. Un gesto che ora gli costerà caro.
COLPITO - Ricordiamo in breve l'episodio: Isenhour, infastidito dai rumori del rapace, ha cominciato a bersagliarlo di colpi. Un tiro dopo l'altro, mai a segno. Fino a che l'uccello non si è avvicinato. Troppo. E allora il golfista, da posizione più "favorevole", lo ha centrato. La poiana (nome scientifico, Buteo Lineatus) è stramazzata sanguinante a terra ed è morta. Tripp, una volta accusato, si è difeso spiegando di non aver fatto apposta. Numerosi testimoni, invece, hanno affermato il contrario.
PATTEGGIAMENTO - "Volevo solo spaventarlo, quell'uccello. A casa ho anche tre gatti", la giustificazione di Isenhour. Inutile. Morale, il golfista è stato portato davanti a un giudice. E alla fine del processo ha patteggiato: un anno in libertà vigilata, più cento ore di lavori socialmente utili. Di queste, quaranta le dovrà spendere in una riserva naturale dove dimorano uccelli di specie protette; e quattro in un centro per la cura degli scatti d'ira. Poteva andare peggio a Tripp, che rischiava quattordici mesi di galera. La prossima volta starà più attento prima di cacciarsi nei guai.