ROMA, 7 ottobre 2008 - "Non ci fu complotto": ? questa la conclusione della Procura antidoping del Coni sulla vicenda di Andrea Baldini, il fiorettista azzurro trovato positivo a un diuretico.
COMPLOTTO - La vicenda ? iniziata pochi giorni prima dell'avvio dei Giochi di Pechino, quando un test antidoping effettuato agli Europei di Kiev, all'inizio di luglio, ha rilevato la presenza di Furosemide (principio attivo del Lasix). Baldini, allora leader della classifica di Coppa del Mondo e quindi come uno dei favoriti alla conquista dell'oro nel fioretto, venne fermato dalla Federscherma, che al suo posto convoc? nella squadra olimpica Andrea Cassar?. Lo schermidore, allora in forza all'Aeronautica, aveva ipotizzato l'esistenza di un complotto ai suoi danni. "Questo farmaco pu? essere facilmente reperibile, ? incolore e inodore, e dura nel corpo solo quattro ore - disse allora Baldini - Devo averlo assunto involontariamente nel corso della gara al termine della quale ho fatto il test".
PROCURA - Ma secondo la struttura diretta dal procuratore Ettore Torri "non sono emersi allo stato, elementi sufficientemente apprezzabili da giustificare l'apertura di un procedimento disciplinare a carico di altri soggetti per violazione delle Norme Sportive Antidoping, attesa comunque la competenza dei gi? attivati Organi disciplinari della Federazione Internazionale di Scherma in ordine all'esito avverso delle analisi accertato in ambito internazionale allo stesso atleta Baldini".