ROMA, 19 novembre - Bernie Ecclestone ha imparato dal padre, pilota di rimorchiatori, che non esiste corrente impossibile da risalire. Da anni sbatte la testa contro un muro di gomma nel tentativo di rivoluzionare il sistema di punteggio che assegna il titolo mondiale della Formula 1. Dice che quello attuale è cervellotico, complicato e noioso. Lo è diventato ancora di più dal 2003, quando la differenza tra la vittoria e il secondo posto è stata ridotta a due punti, 10 contro 8 da 10 contro 6 che erano. Folgorato sulla strada che porta da Pechino a Londra, da un’Olimpiade all’altra, ha scoperto l’esistenza delle medaglie. E le vuole usare a modo suo. Per stabilire chi vince il Mondiale, cioè. E’ un’idea che ha tirato fuori alla fine di agosto, a Giochi cinesi appena conclusi.
SEMPLICE - Il sistema proposto è semplice, ai limiti della banalità : a chi vince un gran premio viene assegnata una medaglia d’oro, a chi arriva secondo una d’argento, a chi arriva terzo il bronzo. Alla fine del campionato si contano gli ori e chi ne ha di più, cioè chi ha vinto più gare, conquista il titolo. In caso di parità vale il maggior numero di argenti, e se ancora occorre quello dei bronzi. I punti attuali continuerebbero a essere assegnati e calcolati per il titolo costruttori.
Fonte: (Corriere dello sport.it) |