Leonardo Piepoli ha effettivamente fatto ricorso al cosidetto Cera (l'Epo di terza generazione) nel corso di un Tour de France, l'ultimo, che lo aveva visto prima spalleggiare Riccò e quindi trionfare nel tappone pirenaico di Hautacam. Quel giorno aveva ottenuto, a 37 anni, il primo successo in carriera sulle strade del Tour, ma in tanti dissero che non c'era luce nei suoi occhi, quel giorno, piuttosto una strana, un pò stralunata espressione. Il Tour di Piepoli si era però concluso nel peggiore dei modi, con il licenziamento in tronco dopo l'indagine interna svolta da Mauro Gianetti (il team manager della Saunier Duval per la quale Piepoli correva), a seguito dell'esplosione del caso Riccò. Piepoli non aveva in sostanza fornito risposte convincenti a Gianetti quando questi gli aveva chiesto, senza mezzi termini, se avesse o meno, anche lui, preso la stessa sostanza di Riccò.
I controlli retroattivi svolti al termine del Tour avevano quindi 'fregato' però anche Piepoli. Positivo, per Cera, sia in data 4 luglio (alla vigilia della Grand Depart) che in data 15 luglio (giorno di riposo, che seguiva al tappone di Hautacam. Il tappone di Piepoli, peraltro). Positività emersa in data 7 ottobre. Il problema è che in data 1 agosto, convocato dalla Procura Antidoping del CONI, Piepoli aveva negato ogni addebito, presentandosi davanti al Procuratore Torri con due ore di ritardo sull'orario prefissato. Riconvocato dalla Procura in data 22 ottobre, il corridore non si è invece presentato. In sua vece il suo legale, a ritirare gli incartamenti del 'caso Piepoli'. Il Trullo Volante aveva quindi, emersa la positività postuma del Tour, richiesto le controanalisi, ultima sua ancora di salvataggio. Controanalisi che nel 99% dei casi confermano l'esito del primo test. Quel che è avvenuto anche nel caso di Piepoli. Di lui si sono a quel punto un pò perse le tracce.
Adesso però il pugliese (un vita da corridore in Spagna) rischia non solo i canonici 2 anni di stop che seguiranno al suo deferimento, ma addirittura la radiazione. Dal momento che ha prima negato ogni addebito e quindi dato 'forfait' alla seconda chiamata delle autorità competenti (La Procura Antidoping del Coni) "E' tutto finito" disse Piepoli mentre se ne andava via dal Tour, licenziato in tronco dai suoi capi. Non si riferiva al Tour, ma forse alla sua carriera. Iniziata nel 95, una carriera che lo ha visto in toto portare in bacheca: 3 tappe al Giro, 1 al Tour, 2 alla Vuelta. In più 3 volte il Giro d'Aragona, il Giro delle Asturie, la Vuelta Burgos. Ha vinto e nemmeno poco il Trullo Volante, ma verrà ricordato più per la sua triste vicenda doping che per i successi ottenuti. Normale che sia così. Purtroppo Piepoli se l'è cercata. Come il suo ex compagno Riccò. Il giovane Riccò ha però chinato il capo e ammesso i propri errori, il vecchio Piepoli ha preferito fare muro. Contro il quale infine si è ovviamente spaccato la testa. Peccato.