MILANO, 19 dicembre 2008 - Novanta giorni in solitudine tra insonnia e cibi liofilizzati. Solo con la tua vela, niente scali e niente aiuti. E' questa la Vendée Globe, che mescola il fascino di poter girare il mondo e poter sfidare il mare a un sadismo da "Isola dei Famosi". Ma l'inconveniente è dietro l'angolo.
FRATTURA - E' partita questa mattina all'alba una fregata della Marina australiana in soccorso di Yann Eliès (Generali) dopo essersi fratturato un femore. Il transalpino, che al momento dell'incidente, giovedì, occupava l'ottavo posto, si è procurato la frattura facendo una manovra sulla sua barca. Mentre stava aggiustando la sua vela, infatti, un'ondata improvvisa lo ha sbalzato in un'altra parte della barca.
SOFFERENZA - Eliès che non è in pericolo di vita "sta soffrendo enormemente - racconta per telefono il suo portavoce, Bénédicte Etienne -, e non riesce nemmeno a dormire per il dolore. Ha comunque trovato la forza necessaria per raggiungere la sua trousse e prendere della morfina, che gli ha permesso di alleviare un po' il dolore in attesa dei soccorsi".
SOCCORSI - Ma le condizioni meteo preannunciano burrasca, con mare agitato e vento forte e i soccorritori, il cui arrivo è previsto in zona per domenica, potrebbero essere costretti a ritardare il loro arrivo. Sono comunque in contatto radio con Eliès ma c'è preoccupazione per le sue condizioni.
RITIRI - E a dimostrazione della durezza di questa competizione, su 30 skippers che sono partiti da Sables d'Olonne il 9 novembre, Yann Eliès è già il dodicesimo costretto all'abbandono. L'ultimo in ordine di tempo è stato il leader della corsa, il britannico Mike Golding, che ha disalberato nella notte tra il 15 e il 16 dicembre