GENOVA, 8 gennaio 2009 - Non cambia la diagnosi: "Infiammazione al retto addominale". Ma i tempi di recupero sì. Si allontana, infatti, il rientro di Diego Milito, già assente nell'ultima gara del 2008, a Verona contro il Chievo, lo scorso 21 dicembre.
VACANZA SENZA ESITO - Si pensava (o, almeno, questa era la speranza dello staff del Genoa) che il Principe potesse beneficiare della lunga pausa natalizia (l'argentino è tornato a Genova lo scorso 3 gennaio) per guarire. A tale scopo, i sanitari del Grifone gli avevano dato un programma personalizzato di lavoro, da svolgere a Bernal, che però non ha dato i frutti sperati. Morale della storia: Milito ha saltato l'amichevole dell'Epifania a Livorno contro la squadra dell'ex presidente rossoblu Spinelli, rimarrà a guardare anche contro il Torino, sabato pomeriggio al Ferraris, e rischia di vedere prolungare il suo stop. Se, infatti, era prevedibile che Gasperini potesse lasciarlo a riposo martedì prossimo, a San Siro contro l'Inter in Coppa Italia, non altrettanto si poteva pensare del successivo turno di campionato, a Lecce.
NO PUBALGIA - Dopo alcune voci allarmanti, il Genoa ha subito escluso in forma ufficiale qualsivoglia "sindrome pubalgica". Detto ciò, rimane l'apprensione per i problemi fisici del leader e capocannoniere rossoblu. Contro il Torino (dove è possibile un 4-4-2) toccherà a Olivera reggere le sorti dell'attacco. Ma è ovvio che l'assenza dell'argentino pesa, eccome, negli schemi di Gasperini.
LE POSSIBILI CAUSE - Difficile stabilire l'origine di questa infiammazione. Di sicuro, dal suo arrivo in Italia, Milito ha giocato senza sosta sino alla penultima gara prima di Natale. Ed è stato forse soprattutto il derby, disputato (in gloria) nonostante le prime avvisaglie di questo problema, ad avere accelerato il processo infiammatorio. Ma siamo, al riguardo, solo nel campo delle ipotesi. I tifosi sono in ansia. Gasperini, ovviamente, pure. Anche perché è innegabile che se il Genoa se ne sta beatamente lassù, al sesto posto, in gran parte è merito di Milito. E non solo per i gol.