AUCKLAND (Nuova Zelanda), 7 febbraio 2009 - Al venerdì nero segue implacabile il sabato nero. La vela italiana perde ancora alle Louis Vuitton Pacific Series, sia con Damiani Italia che con Luna Rossa. "Checco" Bruni, il pilota di Italia, dopo aver fatto faville in partenza contro Alinghi è tornato sulla terra. O meglio, ha incontrato il più forte, Russell Coutts, e ha incassato la prima partenza sulla prua (la sua) della settimana, una specie di pugno sul naso. Quella di Luna Rossa invece è una storia diversa. Perché sembrava davvero una buona Luna. Poco dopo le 5 del pomeriggio. Se pensate che quello, in Nuova Zelanda, sia il momento, in piena estate, del the, siete fuori strada. In mare, davanti ad Auckland a quell'ora, come a quasi tutte le ore, ci sono semplicemente centinaia di barche. Che godono dello spettacolo naturale della vela e delle regate.
SPECIALE - Questa era un po' più speciale delle altre perché presentava, dopo una serie di prestazioni mediocri, una Luna Rossa all'altezza della sua fama. L'avversario Team Origin (4 medaglie olimpiche e molte altre a poppa), ormai riconosciuta come la migliore squadra di match race inglese mai messa insieme dall'inizio della storia della coppa America, cioè dal 1851. Il titolo odierno: terzo turno del secondo round robin. Non c'è vento al mattino, la temperatura in un attimo sfiora i 30°. Il programma subisce un naturale rinvio e i primi a entrare in regata sono Oracle Bmw e Damiani Italia. Ne riparliamo tra poco. La regata di Luna Rossa è cronologicamente successiva, ma ha più sugo.
CONCENTRATA - C'è un prologo nel golfo di Hauraki intorno alle 16 (le quattro del mattino di sabato in Italia), con pochissimo vento. La prova viene annullata poco dopo la prima bolina, quando peraltro la barca italiana era indietro, nettamente staccata dal suo avversario. Trasferimento davanti a Rangitoto, il vento arriva dalla città che fa impareggiabile sfondo e in un attimo, sale a 15 nodi. È la volta buona. Partenza split, cioè in separazione. Ben Ainslie porta Origin a destra, dal lato di partenza della boa, Holmberg Luna Rossa dall'altra, mure a sinistra, dalla parte della barca comitato. Ian Percy, il tattico inglese, fa virare quasi subito la sua barca facendo iniziare un periodo durato molti minuti nel quale le due barche hanno navigato parallele, con le mure a sinistra, Origin sopravvento a Luna Rossa. Il vento è prima andato a sinistra e Ainslie ha dato l'illusione un rapido, perentorio vantaggio. L'oscillazione non è durata molto. La successiva, a destra è stato più lunga e decisiva e Luna Rossa ne è uscita arrivando prima in layline, passando, conseguentemente prima in boa di bolina. Consistente, concentrata. Efficace.
IL SORPASSO - Luna Rossa ha ancora molti tifosi in Nuova Zelanda, il ritrovarla in vantaggio non era passato inosservato alla boa. Anche a quella dopo. E ancora, alla fine della seconda bolina Luna Rossa era in vantaggio. Navigava senza errori. Origin rimaneva nei pressi, vicino. Ma non trovava spiragli. Fino all'issata del gennaker che introduce nell'ultimo lato del percorso. Luna Rossa ha il gennaker gonfio, vede il suo avversario strambare, cambiare cioè il lato della randa, la vela maggiore e quello del tangone, allontanandosi. Sciaguratamente non lo segue. Poco dopo Origin stramba di nuovo e, in raffica e nettamente più veloce, sorpassa Luna Rossa da sottovento, attraversando cioè il cono d'ombra e di vento turbolento che ogni barca produce. Per riuscire a farlo bisogna essere molto, molto più veloce dell'avversario. Origin vince così la regata per 4 secondi. Una beffa colossale. Un regalo che ha lasciato molti sconcertati. Luna Rossa sino ad oggi ha dormito in partenza, praticamente in tutte le partenze e non si è mai svegliata in regata. Stavolta è stata sveglia e vigile dalla partenza all'ultima poppa e poi si è addormentata di colpo, profondamente, davanti al traguardo. La classifica ora piange. Che accidenti sta succedendo a Luna Rossa?
INCHIODATO - Sembra invece un po' più decifrabile quello che è accaduto a Damiani Italia. Bruni a meno di un minuto dal via era fermo o quasi accanto a Coutts. Quello, da sotto, ha inchiodato il timoniere palermitano al vento e lo ha lasciato sul posto. Micidiale. Damiani Italia non si è però scomposta, non ha accettato la situazione (e questa sino ad oggi è la sua miglior qualità e la differenza sostanziale da Luna Rossa insieme), ma, semplicemente, Oracle non ha concesso occasioni. Nella flotta silver Shosholosa chiude ingloriosamente all'ultimo posto, avendo perso allo spareggio con i greci. I cinesi travolgono i francesi e sembrano senza freni. Destinata ad avere grande eco invece la decisione di Alinghi di non scendere in acqua con i neozelandesi. Ma di questo parliamo a parte.