NEW YORK, 9 febbraio 2009 - Alex Rodriguez prende tutti in contropiede e ammette quello che Sports Illustrated aveva anticipato nel fine settimana. Il fenomeno degli Yankess, colui che sembra destinato a superare il record di homerun in carriera del criticatissimo Barry Bonds, dopo un paio di giorni di silenzio ha vuotato il sacco davanti alle telecamere della Espn, e lo ha fatto in un modo molto candido.
A CUORE APERTO - “Quando sono arrivato in Texas nel 2001 sentivo sulle mie spalle una grandissima pressione – dice A-Rod – in quel momento nel baseball c’era una cultura molto diversa sul doping, io ero giovane stupido e anche un po’ disinformato e alla fine ho preso delle sostanze proibite. Di questo me ne dispiace tantissimo. Voglio scusarmi con i miei fan, i tifosi dei Rangers e con tutti gli appassionati di questo sport”. Rodriguez avrebbe usato quelle che definisce “sostanze proibite” per tre stagioni e nel 2003 sarebbe poi risultato positivo al test antidoping somministrato dalla Major League soltanto per stilare una statistica. Impossibile, quindi, anche per via dell’accordo tra Lega e associazione giocatori, per la Mlb adesso prendere dei provvedimenti nei confronti di Rodriguez. Ma quali sarebbero state queste “sostanze proibite”. La risposta di A-Rod e’sintomatica. “Sinceramente non so esattamente quale sostanza ho assunto”. In quel periodo, infatti, diversi giocatori assumevano prodotti dopanti senza nemmeno conoscere la composizione e gli effetti collaterali, spesso soltanto su consiglio di qualche collega.
ABITUDINE COMUNE - Anche Rodriguez adesso ammette di essere caduto nella rete del doping, con la silenziosa complicità della Mlb che per anni ha fatto orecchie da mercante di fronte al problema del doping, evitando addirittura i controlli. A-Rod avrebbe smesso di utilizzare quella che lui definisce soltanto come “sostanza proibita” durante lo spring training del 2003, in seguito a un infortunio. “Avevo provato a utilizzare sostanze che adesso non sono più accettate ma dopo quell’infortunio ho capito che non ne avevo bisogno. La verità è che in quel periodo tanti giocatori usavano questo tipo di sostanze”. Rodriguez dice addirittura che quella era “cultura prevalente” nel baseball. Parole destinate a scuotere l’ambiente perché pronunciate da quello che viene considerato come uno dei più grandi giocatori di sempre.
REAZIONE PRESIDENZIALE - Sul caso A-Rod si è sentita anche la voce del presidente Barack Obama, gran tifoso dei Chicago White Sox, incalzato sull'argomento durante una conferenza stampa a Washington D.C.: "Penso sia una notizia deprimente - dice riferendosi alla confessione del terza base degli Yankees -, che arriva purtroppo assieme ad una moltitudine di notizie deprimenti riguardo la Major League Baseball. E se sei un tifoso di baseball, pensi che tutte queste cose contribuiscano a gettare ombre su un'intera era. Ed è spiacevole, perché penso che ci siano un sacco di giocatori puliti là fuori. Quello che mi rende felice è che l'Mlb sembra finalmente occuparsi seriamente del problema, riconoscendo quanto grande sia questa questione per lo sport. Spero che i nostri ragazzi stiano guardando quello che succede e capiscano che non ci sono scorciatoie, e che quando ne prendi una rischi di compromettere la tua intera carriera".