ROMA, 15 febbraio 2009 - Peccato Italia. Dimenticata la squadra di Twickemham, crolliamo dopo un primo tempo feroce e da applausi e crolliamo con un chiaro 9-38.
MCLEAN PRECISO - Pronti via e Masi placca alto su Kearny lanciato sulla fascia sinistra. Pericolosissimo: cartellino giallo e dopo un minuto restiamo in 14. Ma l’Italia c’è, è viva e piace non solo per il solito cuore, ma anche per la presenza in campo e per una straordinaria carica agonostica. Siamo ovunque, vinciamo le prime due touche, gli irlandesi non ci aspettavano così e McLean dopo 4 minuti giocati con un uomo in meno piazza il calcio del 3-0. Dovremmo approfittarne, ma non siamo puliti. Cionostante un fuorigioco al 15’, quando siamo di nuovo in 15, permette a McLean di andare sul 6-0. Tutto molto bello. Poi arrivano gli errori. E il peggio è che l’arbitro, l’inglese White è fin troppo fiscale con noi.
SORPRESA BACCHETTI - Poi il patatrac al 18’. Azione bellissima sugli sviluppi di una touche vinta, palla a Canale che la perde e Bowe scappa per la meta, poi trasformata da O’Gara: è 6-7 e Robertson, nel rincorrere Bowe, si infortuna alla coscia sinistra. Dentro Bacchetti che debutta nel Sei Nazioni e stupisce per efficacia in difesa e in attacco: abbiamo un uomo in più per il futuro. Ma c’è da rimontare e l’Italia spinge. Rubiamo una palla (alla fine saranno non più di tre e questo è il problema numero uno), Ongaro viene colpito duro: McLean calcia per il 9-7. Siamo al 23’ e il Flaminio si scalda e ci crede. Al 30’ O’Gara calcia, intercetta Canale che scappa ma è trattenuto fallosamente dal numero 10 dei verdi. Giallo per O’Gara, calcio per il 12-7, ma McLean sbaglia. La nostra partita finisce lì. Giallo a Perugini per un fallo in mischia. Restiamo in 14 anche noi. L’Irlanda spinge, spinge spinge, noi la fermiamo a ripetizione sulla linea dei 5 metri. E alla fine, dopo un’azione interminabile, cediamo al 40’ con Fitzgerald che buca e piazza la meta numero due, trasformata da Kearny. E’ 9-14.
IL DECLINO - La ripresa parte malissimo: Ongaro s’infortuna dopo 30 secondi alla spalla sinistra, e dopo 5 minuti l’Irlanda approfitta di una difesa non perfettamente schierata : 9-19, che diventa 9-21 con la trasformazione di O’Gara. L’Italia perde fiducia, si spegne.
TRACOLLO - E' La sensazione dagli spalti e tutto si chiude di fatto dopo 8 minuti della ripresa, col piazzato di O’Gara per il 9-24. L’Irlanda non ci lascia entrare nemmeno nella loro metà campo fino al 25’, quando Griffen (buono al rientro) buca la difesa, ricicla la palla dopo il placcaggio, ma il calcetto a seguire di Mirco esce con Bacchetti lanciato. Peccato. Poi la cosa più brutta al 35’. Touche veloce e nessuno sta lì a fermare Fitzgerald che se ne va in meta senza opposizione. O’Gara trasforma per il 9-31. Viene da piangere. Ma le lacrime le risparmiamo per la meta di O’Driscoll al 37’, che intercetta a 65 metri una palla e vola tranquillo per il 9-36, che diventa 9-38 con la trasformazione di O’Gara.